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Giornalismo di quartiere

Ogni tanto ti ricordi perché esiste il giornalismo, che in Italia è merce sempre più rara.

Il New York Times ha pubblicato un reportage sulle feste di quartiere che sono tradizione estiva di New York.

L’articolo è anodino, niente di che. Però contestualmente hanno sguinzagliato venti fotografi che hanno prodotto una raccolta di immagini da toccare il cuore e l’immaginazione.

Prego, osservare la navigazione dell’articolo. Banale a vederla dopo, eppure la superiorità sulla carta è questa; basta volerla sfruttare e saperla pensare. Bonus: funziona perfettamente su iPad Pro, senza una esitazione, senza un problema.

Feste di quartiere. Vivo nell’hinterland di Milano, saturo di paesi grandi e piccoli dove capita sempre una festa del santo patrono, una sagra, un happening di partito (questi ultimi fortunatamente sempre più rari, il piacere della salamella non dovrebbe essere legato a una ricerca di consensi). Tuttavia, nel leggere i titoli di coda del Times, viene spiegata la metodologia di scelta delle feste e raccolta delle foto. Non sono andati a casaccio o dove il taxi faceva prima; hanno utilizzato un criterio preciso e coerente.

Vien voglia di diventare newyorchesi, di abbonarsi alla Gray Lady, come chiamano il quotidiano. Lì ci lavorano ancora dei giornalisti che sanno fare il loro mestiere e sanno farlo anche sul web.