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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Sicuri a casa propria

Dicevo di non comprendere la scelta di Apple quando nasconde la bandiera di Taiwan a chi maneggia un iPhone a Hong Kong o Macao, senza averla realmente cancellata.

Bene (meglio) se ti schieri apertamente dalla parte della libertà, anche per trattarci non da prodotti ma da clienti con dignità e rispetto come detto di passaggio da Monaco. Male (peggio) se colludi con i cinesi. A patto che sia chiaro, appunto perché non siamo prodotti. Capito che è difficile non calare i pantaloni, si inghiotte il rospo, ma si lascian vedere le mutande.

Un altro capitolo della faccenda è la prossima telenovela dei dati di navigazione sicura inviati a Tencent (cinese, probabilmente compromessa con il governo) da Safari.

Ci possono essere ragioni serie per farlo. Per esempio, la blacklist dei siti fraudolenti di solito viene affidata a Google, solo che i servizi Google vengono bloccati in Cina e di conseguenza qualcuno là deve tenere la blacklist.

Ancora una volta, dà fastidio ma può essere capito – non giustificato, capito – che la dittatura cinese voglia disporre dei dati di navigazione sicura dei cinesi e chieda ad Apple di agire in tal senso.

Il problema è che l’avviso leggibile nell’interfaccia di iOS, sull’invio a Google e a Tencent di alcuni dati di navigazione sicura, appare anche sugli apparecchi in uso in Occidente.

Se Apple mandasse dati di navigazione sicura di cinesi al governo cinese (a Tencent; ma si sa come girano queste cose), sarebbe brutto. Se mandasse dati nostri, che cinesi non siamo, al governo cinese, sarebbe molto brutto. Per capirci, siccome viviamo in un Paese libero, sarebbe molto brutto anche se li mandasse al governo italiano.

Il problema è che Apple non ha ancora chiarito la faccenda.

Interessa relativamente poco che sia una cosa brutta o molto brutta. Interessa moltissimo invece che sia chiara. Se i miei dati possono finire in Cina, posso anche disattivare la navigazione sicura così rischiando di incappare su un sito fraudolento senza accorgermene e senza essere avvisato. Però in genere so quello che faccio, non vado a cercare software gratis quando è a pagamento, men che meno porno, posso accettare il rischio.

Voglio semplicemente sapere in termini chiari che cosa succede. Come ha detto definitivamente Steve Jobs:

Privacy significa che la gente sa per che cosa firma, in linguaggio chiaro, ripetutamente. Sono un ottimista; credo nell’intelligenza delle persone e che alcune persone vogliano condividere più dati di altre. Chederglielo. Chiederglielo ogni volta.

Fai in modo che ti dicano di smettere se sono stanchi di sentirselo chiedere. Lasciali sapere precisamente che cosa farai con i loro dati.

Da Apple mi aspetto esattamente questa policy. Vogliono passare i miei dati a Demogorgon? Può anche andare bene. Basta saperlo.