Provando Freeform assieme a Filippo e Roberto (si può fare senza trovarsi nello stesso luogo, anzi, è il motore primo della curiosità) abbiamo constatato cose carine e cose da migliorare: una di queste, la perdita di tratti di disegno libero nella condivisione. Traccio un triangolo ma chi partecipa su Freeform vede un lato e mezzo, cose così.
Poco simpatico, per un programma che vive di condivisione. Stupisce poco quindi che Ventura 13.2
ponga rapidamente rimedio alla questione.
Un angolo di rilassamento, la mente che respira, la calma, l’allontanamento dalle urgenze. Lettura casuale di qualche file dal
codice sorgente di Lisa.
Ci sono delle lezioni da imparare. Un ordine e una pulizia sovrani, la sobrietà degli spazi bianchi, la struttura complessa eppure dispiegata con semplicità e quasi eleganza, senza fretta, ogni cosa al suo posto.
Il linguaggio usato nella sezione che ho letto dovrebbe essere Pascal, che non mi piace e ho pure fortemente avversato quando mi è capitato di doverlo usare. Continua a non piacermi; tuttavia, usato bene, i listati si leggono quasi come un libro. Basta fare attenzione al contenuto e le cose diventano man mano chiare.
Fa impressione. I macbook 2020 invenduti vengono ora regalati in fretta e furia. Grandi liquidazioni di massa.
Il link porta a una pagina che lascia presagire i peggiori phishing. Da lì si segue un altro link da famiglia Addams del web e, almeno in un caso, si arriva effettivamente a una
pagina del sito Acer che applica sconti interessanti sui prodotti business.
Da più di un anno, giocare a
Dungeons & Dragons con
Roll20 su iPad presenta un problema: se le mappe contengono illuminazione dinamica, iPad non le mostra.
Quando il gioco di ruolo diventa tattico e muoviamo gli avatar dei nostri personaggi sulla mappa del luogo in cui essi si trovano, elementi come rocce, pilastri, muri, porte chiuse nascondono all’avatar la vista di una parte della mappa, quella messa in ombra dall’elemento. Le ombre sono dinamiche, come l’illuminazione, perché quando l’avatar si sposta, cambia in modo corrispondente la fetta di mappa non visibile.
Gennaio contiene troppi anniversari di rilievo che riguardano Apple e devo stare attento a non cadere in tentazione; sarebbe facile riempire un mese di anniversari, come se non esistesse un presente sommamente più interessante.
Però certi momenti sono unici e necessari persino. Ieri ha compiuto quaranta anni
Apple Lisa e sarebbe una grande occasione, anche se un anniversario come altri (l’anno prossimo in questi giorni compie quarant’anni Macintosh, vedi un po’).
Scrive TechCrunch che il Dipartimento di Stato statunitense ha deciso, bontà sua, di
ritirare il font Times New Roman finora impiegato nelle sue comunicazioni. Font che era quello ufficiale di Microsoft fino al 2007, quando è stato ritirato da Microsoft stessa per usare qualcosa di più moderno, come Calibri.
Sempre il Dipartimento di Stato userà d’ora in poi il font Calibri, appunto per avere qualcosa di più moderno e adeguato agli schermi nella media più piccoli di una volta, dove i font con le grazie non sempre risultano leggibili al punto giusto.
Dopo avere quasi completato la transizione da Intel a Apple Silicon sullo hardware, Apple ha perfezionato anche quella degli utenti e commentatori.
Nel giro di poche ore ho visto cose che devono essere uscite da un tempio maledetto sepolto sotto il Grande Lago Salato dello Utah.
Vuol dire che Apple non crede più nella filosofia All-in-one.
Un classico degli anni novanta rivisitato al meglio. Escono i primi e ti lamenti perché mancano i secondi, vai al mare e sottolinei la mancanza di montagna.
Ho tante pagine di Safari aperte. Anche qualcuna in più. apro l’ennesima pagina e la musica si interrompe.
Riavviare il Mac? Improponibile. Meglio
chiedere a Stackexchange.
La prima risposta è:
sudo kill -9 `ps ax|grep ‘coreaudio[a-z]’ | awk ‘{print $1}’`
(No formattazione per evitare problemi di Markdown).
Funziona. Voglio che tutti possano sentirlo.
A vent’anni si pensa di avere capito tutto senza avere capito gran che; ci sono le energie per cambiare il mondo e manca la conoscenza di come farlo effettivamente; si sottovaluta l’esperienza e si pensa di essere immortali.
Safari
ha compiuto vent’anni e su certe cose sembra un ragazzo entusiasta e responsabile ma un po’ confuso su come lasciare effettivamente il segno nell’universo, the Steve Jobs way.
È tuttora il mio browser preimpostato anche se una piccola percentuale di siti dà problemi o semplicemente non lo accetta. La piccola percentuale è per me rilevante (
Roll20, per esempio, se vogliamo collegarci a distanza) però preferisco passare per l’occasione a Chrome o Firefox che abbandonarlo.
Nella famiglia di Dr. Drang lo accusano di avere barato a
Wordle: dopo avere ricevuto irate al primo tentativo e patch al secondo,
trova la soluzione al terzo giro, per giunta contenente una lettera ripetuta.
Lui non si scompone e, grazie a egrep, mostra come la sua terza parola fosse pressoché inevitabile a fronte delle ventuno alternative contenute nel file delle soluzioni accettate.
In una riga sola di espressione regolare, mica tre. Innocente e pure master of scripting.