Sappiamo come il nirvana delle tastiere sia popolato da tastiere meccaniche.
Test conoscitivo: quanta parte del feeling delle tastiere meccaniche dipende dal loro rumore mentre si digita?
Perché adesso, con
Klack, si può avere quello. Il rumore. Per sei euro.
Rumore con i controfiocchi. Spatial Audio, feedback istantaneo, personalizzazione dei tasti, randomizzazione del suono… chi fabbrica tastiere meccaniche certamente studia la resa audio del meccamismo, ma non saprei se fino a questo punto.
Lo si potrebbe anche definire un database, volendo essere riduttivi. Invece apprezzo molto la caratteristica di
Adventure Family Tree di essere un vero e proprio albero genealogico delle avventure testuali, dall’archetipo
Colossal Cave in avanti. Chi ha preso da chi, come si sono evolute le narrazioni una dopo l’altra, parentele, rami paralleli, rami secchi eccetera.
È poco amichevole la codifica dei titoli. Ammetto però che, una volta presa coscienza delle premesse, tutto si naviga con maggiore velocità e più rilevanza verso i particolari.
Il pollo sono io. La batteria è quella dell’auto che ho ereditato qualche anno fa a causa di una variazione sostanziale nello stato del mio albero genealogico.
L’auto era in buonissimo stato e viene regolarmente usata per le operazioni di servizio: va e vieni da scuola, va e vieni da palestra, va e vieni dalla stazione ferroviaria.
Recentemente la batteria è morta. Non potevo raggiungere l’officina ufficiale e così sono ricorso a quella dietro casa, che ha confermato la diagnosi e ha sostituito la batteria.
Ho assistito a una presentazione che descriveva per il volgo lo scenario dei cosiddetti world model, i possibili successori degli LLM, capace di andare oltre le limitazioni degli attuali grandi modelli linguistici.
Uno dei protagonisti in questa fase è Yann LeCun, ricercatore di eccellenza nel campo, per anni a capo delle iniziative di Meta e da qualche tempo impegnato in un progetto diverso,
AMI Labs, appunto centrato sull’idea dei world model.
Il modo più semplice e banale, nonché economico di sostenere il software libero è scaricarlo, installarlo, usarlo. O almeno provarlo.
Da lì i più volonterosi possono propagandarlo, adottarlo nel proprio flusso di lavoro, dare una mano alla localizzazione, effettuare una donazione, collaborare allo sviluppo, segnalare i bug. Lo spettro è ampio e c’è spazio per chiunque.
Tutto questo per spiegare perché l’uscita di
Inkscape 1.4.4 può essere una non-notizia che ci lascia indifferenti, oppure un segnale da captare, secondo le proprie disposizioni e la propria visione del mondo.
Qualcuno, inevitabilmente, si è perso la
storica mostra su Martin Mystère e Mac organizzata dall’All About Apple Museum.
Proprio oggi è stata inaugurata l’occasione per espiare e redimersi, con gioia e piacere. All About Apple ha infatti aperto
Questioni di carattere, che resterà aperta fino a fine anno. Più di un semestre per emendarsi e diventare migliori.
Il concept della mostra sul lato tipografico è stato creato da
Giovanni Cignoni, guru della storia dell’informatica, mentre All About Apple l’ha adattata al contesto del museo, dove per ovvia conseguenza l’esposizione sfoggerà tutto quanto attiene alla tipografia nella storia di Apple.
Non vorrei fare politica, ma limitarmi alla progettazione web.
Esaminare il sito del prossimo
tunnel di diciotto chilometri sotto il Baltico tra Germania e Danimarca a confronto con il sito del
ponte sullo Stretto di Messina.
Il tipo di informazioni fornite, la loro gerarchia, la navigazione, l’interazione, l’apparato multimediale, il linguaggio eccetera.
Sostengo che dalla comparazione si derivano conclusioni varie e interessanti, che tengo per me per non fare, appunto, politica.
Spinto dalla brama di provare NetHack 5.0.0, ho accettato la proposta di
Warp di compilare il sorgente per Mac.
Ha funzionato.
Antefatto: da qualche settimana, al momento di pubblicare, compariva un avviso di insicurezza della mia connessione ssh rispetto a futuri attacchi quantistici: lo stato del sistema era tale che un malintenzionato avrebbe potuto memorizzare le caratteristiche della connessione per aspettare un futuro in cui un computer quantistico avrebbe potuto violarla, in maniera postuma, ma comunque violarla.
Per quanto freghi poco a chiunque, ho appena partecipato da rappresentante al consiglio di classe, nel quale è all’ordine del giorno l’approvazione dei libri di testo per l’anno prossimo.
Si intuisce come, lato genitori, si tratti di un passaggio poco più che formale e così è sempre stato. Pensare che a maggio quattro genitori possano cambiare le decisioni già prese dai docenti, per il fatto che sfogliano per qualche istante una copia dei libri, sarebbe donchisciottesco. Mentre invece l’anno prossimo, seconda media, ci sarà Dante; altro genere letterario.
Ritorno da un consiglio di classe in cui mi hanno ribadito che dai libri di carta non si prescinde, anche perché i ragazzi passano già troppo tempo sugli schermi.
E mai una volta che si sia mai discusso in modo serio del che cosa farci, con gli schermi.
Qui è dove una persona comune sostiene che l’informatica è un’avventura nella conoscenza. Certamente ci si può fermare davanti a un’avventura e tornare a casa. Oppure fare un passo in un mondo nuovo e diverso. Oppure scoprirne uno alternativo. Quando non crearlo.