I temi sollevati nel recente
post su SPID via Infocert hanno suscitato dibattito e vorrei aggiungere materiale, in minima parte per dire come la penso ma, più di questo, per passare informazioni che derivano dall’aver potuto parlare di SPID con
Stefano Quintarelli, che lo ha inventato, dal seguire il chiacchiericcio dei Copernicani (link in barra laterale) che a volte è di livello istituzionale e dall’avere vissuto qualche esperienza personale. In parte sono cose che riferisco, non cose in cui credo, quindi non do ragione a nessuno né torto a chicchessia. Semplicemente, è la rappresentazione che ho io. Potrebbe essere giusta o sbagliata. Ma prima, un antefatto.
È chiaro che l’ibridazione della
Doom challenge (fare girare il gioco ovunque) con il vibe coding (farlo programmare a Claude o chi per esso) sia l’apertura di un universo.
Mark Russinovich, Chief Technical Officer di Azure per Microsoft, ci si è infilato dentro con uno schiaffo alla miseria: ha istruito Fable, il modello più avanzato di Claude, perché producesse una versione di Doom il cui scopo è esclusivamente fare da server per… Microsoft Paint. Man mano che il gioco si diorna, Paint dipinge ogni fotogramma prodotto.
Brett Terpstra, che produce sempre piccoli gioielli per persone già iniziate, stavolta ha allargato il campo e ha fatto uan cosa proprio bellina con
TerminalWidget, programma che trasforma l’output di un comando di Terminale in un widget sul desktop.
Su qualsiasi desktop, Mac ma anche iPhone o iPad. Costa venti dollari, app universale, senza altri fastidi. Terpstra si fa pagare, non è una novità; vedo questo prezzo pià giustificato di molte altre cose sue, sempre valide.
Nel menu di oggi, una bella pietanza burocratica: attivare un identificativo SPID per conto terzi.
La scelta è caduta su
Infocert, per nessun’altra ragione che si aveva una certa esigenza di velocità ed è il fornitore che è comparso per primo sugli schermi.
Attivare uno SPID con Infocert ha un prezzo che qui non è in discussione: sono politiche di ciascuna azienda e le cifre potrebbero anche sottendere ricadute sulla qualità del servizio. La bieca comparazione numerica è fuorviante.
Agosto è spesso il momento più efficace per parlare di scuola, dato che tanti meccanismi di salvaguardia si allentano (e nessuno ha tempo voglia o capacità di stampare un verbale che devo firmare, ma è un’altra vicenda).
Parliamo di una scuola che attrezza un esame in modalità online per un numero di studenti enorme, più di centocinquantamila. Con l’aiuto di un software di intelligenza artificiale a sorvegliare che nessuno approfitti delle circostanze per barare.
Si parla di Terence Tao, uno dei più famosi matematici attuali, che dovrebbe essere anche uno dei più bravi – se avessi l’autorevolezza per stabilirlo – e comunque è molto esposto sui temi dell’intelligenza artificiale.
Tao è intervenuto al recente Congresso internazionale dei matematici con un intervento dedicato proprio alla
matematica nell’era dell’intelligenza artificiale e prima di parlare di quello che ha detto, vorrei intrattenermi su come lo ha detto.
Intanto, ha pubblicato su GitHub, che per quanto posseduto da Microsoft ha anche, direbbe il pubblicitario assetato, una reach universale: è accessibile a tutti.
Una delle cose che amo di più in estate è poter dormire scoperto. Il segnale che sta per finire tutto è, per me, quando occorre coprirsi con un lenzuolo.
Chiaramente è fisima che vale esclusivamente nell’ambito personale e il mondo, immagino, è pieno di persone che amano usare un lenzuolo di notte per coprirsi. Ci mancherebbe, hanno ragione e non ho alcuna autorità per fare valere il mio punto di vista. Comunque, preferisco senza.
All’ingresso nel mese più pigro e svogliato dell’anno, vorrei mettere a verbale che, nel pieno di una ondata di caldo rilevante, Mac mini M1 è sì caldo (con una temperatura ambiente media è appena percettibilmente sopra la temperatura neutra, quando non neutra e basta), ma posso appoggiarci una mano e mantenercela, senza ustioni né dolore né fastidio.
Probabilmente, sul precedente Mac mini Intel i3, avrei potuto mettere su il soffritto. Apple Silicon non ha ancora ricevuto sufficienti elogi.
Ci si può riempire la bocca con la potenza di calcolo quando si ha un’idea di qualche altro attributo da accostare: che so, eleganza di calcolo, raffinatezza di calcolo, design di calcolo, visione di calcolo.
Quel genio
complessivamente incompreso di Jef Raskin, scopro, nel lavorare alla sua idea di Macintosh portava avanti la realizzazione di un Apple Calculator Language. Una cosa diversa, attenzione, da un programma per fare calcoli, cosa su cui la storia di Apple ha successivamente
dato in abbondanza.
Che la comunità Apple sia in grado di andare oltre quanto fornito da Apple, in modi puntuali e con qualità superiore, è un bonus formidabile. Con un differenziale aggiuntivo: il rapporto segnale/rumore, rispetto al mondo altro, è clamorosamente positivo. Una delle applicazioni migliori del principio di sussidiarietà.
Uno dei capisaldi di questa situazione è il sito The Eclectic Light Company, che copre le cose Apple – soprattutto le cose Mac – con competenza e precisione raramente comparabili e con tanto di utility fatte su misura. Un posto che dà sicurezza.