Rispetto a Tim Cook, John Ternus ha programma fitness diverso, forse più di mantenimento che di crescita (senza allusioni all’azienda). L’indole californiana è ben diversa da quella di un Southern come Cook e ho il sospetto che gli d’un po’ di fastidio la parte formale di esercizio del potere, a differenza di chi si è sempre posto come servant negli ultimi quindici anni. Ci vorrà ancora tempo per capire bene il modo di essere di Ternus.
Iniziano a diffondersi le notizie di interfacce da terminale (CLI, Command Line Interface) per app da scrivania. Dopo che Federico Viticci si è guadagnato la
menzione per il suo lavoro su NotesCTL, adesso emerge l’esistenza di
una interfaccia analoga per la app Journal di Apple.
Journal è se possibile il pezzo più periferico e inutile dell’ecosistema di Apple. Qui però conta il metodo, conta l’approccio, più che un obiettivo specifico per la app.
Ignoro se mi sia sempre accontentato o se altrimenti abbia perso una serie di grandi opportunità. Di fatto, la primogenita ha attivato su iPad la tastiera galleggiante (floating) della quale conoscevo l’esistenza teorica e nulla più, per calarmi in un mondo alieno e imprevedibile.
È molto più affascinante mettere alla prova la findability dell’interfaccia che annoiarsi su una
pagina di supporto o, ancora più noioso, farsi snocciolare da Gemini il contenuto della pagina stessa.
La mia esperienza risuona, è proprio il caso di dirlo, con quella di un programmatore:
Non so suonare uno strumento. Ho provato più di una volta e ogni volta sono riuscito a produrre i suoni giusti senza comprendere perché erano i suoni giusti.
Niente sostituisce lo studio né scusa l’ignoranza; semplicemente si scelgono priorità e ne godiamo i frutti, pagandone i prezzi. Le cose che non so fare sono quelle che ho messo dietro ad altre cose. Se avessi messo il tempo dedicato al mio blog nell’imparare uno strumento sarei ora probabilmente capace di suonare. Ma vale per la patente aeronautica, la chimica organica, la conoscenza del
tagalog, la fotografia astronomica e chissà quante altre cose. È più importante avere coscienza di quello che si è scelto ed esserne contenti. O, in caso contrario, cambiare percorso.
Due pazzi, Tali Sieman Terpstra e Dylan Horvath, hanno rivisitato la tastiera musicale convenzionale da ottantotto tasti in base a tutta una serie di considerazioni che derivano dalla suddivisione delle ottave in dodici parti, per come l’ha organizzata in Occidente Johann Sebastian Bach.
La
Terpstra Keyboard (nessun rapporto con lo sviluppatore
di casa da queste parti), a vederla, è un coacervo di duecentottanta tasti esagonali, che possono cambiare colore e che possono accomodare qualsiasi struttura musicale, dalla nostra alle tradizioni indiane, arabe, giapponesi, cinesi e quant’altro.
Dopo avere raccontato di Misterakko e di come abbia espresso la
convenienza di comprare un Mac Studio per sviluppare intelligenza artificiale in locale, oggi trovo Horace Dediu di Asymco titolare
Dispiegare intelligenza artificiale per l’impresa su hardware Apple è diventato improvvisamente una scelta ovvia.
Attraverso una breve ed esaustiva storia del rapporto tra gli apparecchi Apple e le imprese, in pochi paragrafi si arriva rapidamente al punto di oggi: a livello di prestazioni per l’AI, un Mac Studio è superiore; per quanto riguarda la sicurezza, chiaramente lo sviluppo in locale è un fattore decisivo; rispetto ai costi, il panorama è cambiato rapidamente perché oggi si paga a token.
Un aneddoto da un preside, datato post-Covid, relativo a un istituto dell’hinterland milanese (oggi area metropolitana).
Antefatto: come non sapevo, i voti a scuola sono perenni, nel senso che in linea di principio sono da conservare indefinitamente. L’idea mi piace molto; ho scoperto tempo fa che alcuni Comuni risolvono questioni di eredità o parentela grazie ai registri ecclesiastici, che risalgono in molti casi a molto prima dell’Unità d’Italia, spesso con maggiore precisione. Indipendentemente dall’opinione che si può avere sulla Chiesa, ho un’ottima opinione del valore storico, civico e culturale dei suoi registri.
La figlia secondogenita ha costruito quello che lei chiama il planetario: un cilindro di cartoncino nero e maschere dello stesso cartoncino dove su un lato ha disegnato le costellazioni e, in base alla posizione delle stelle, ha bucato il cartoncino. Fa il buio in stanza, mette la maschera davanti al cilindro, dall’altra parte punta una luce et voilà, sulla parete appare la costellazione.
La figlia secondogenita ha scoperto come costruirsi il planetario da YouTube.
Negli ultimi trent’anni Apple ha avuto tre amministratori delegati. Il terzo, da poche ore.
Di Tim Cook si è scritto all’inverosimile e non mancheranno paginate di analisi, numeri, giudizi. Vorrei solo riprendere un paragrafo dal
memorandum interno che ha inviato ai dipendenti:
C’è qualcosa di veramente speciale in Apple. Ciò di cui vado più orgoglioso non potrebbe mai trovarsi in un bilancio annuale. Questo posto è la prova che la cultura trionfa su tutto. Condividiamo la convinzione che ciò che costruiamo conta e che abbiamo sia l’opportunità sia responsabilità di lasciare il mondo meglio di come lo abbiamo trovato. Questo scopo è parte di quanto rende straordinario questo luogo. Apple aiuta a coltivarlo, ma credo che vivesse in voi ben prima del vostro arrivo qui. È ciò che vi ha portato in questa azienda e che continua a sostenere il lavoro che svolgete ogni giorno. Abbiamo creato insieme qualcosa di molto più grande di quanto chiunque di noi avrebbe potuto immaginare o conseguire da solo. E questo è il segreto del nostro successo. Tiriamo fuori il meglio che hanno gli altri attorno a noi. Ci eleviamo a vicenda. Abbiamo reso possibile lasciare la nostra “tacca nell’universo,” come una volta l’ha definita Steve, in virtù di chi siamo e di ciò in cui crediamo, grazie a quello cui diamo valore e a come vediamo il mondo. Quanto siamo fortunati. Quanto sono fortunato.
Non vogliamo chiudere agosto con un giochino che magari dice bene per la spesa energetica autunno/invernale?
Ecco
Wirespan: una centrale elettrica e case sparse. L’obiettivo è erigere (con un click) tralicci che colleghino la centrale alle case. Il traliccio si connette automaticamente a qualunque cosa collegabile (la centrale, uno o più tralicci, una o più case) nel raggio di due caselle. Per cambiare idea e togliere un traliccio, serve un click.