Se si frequentano luoghi dove la gente parla (a sé stessa, ma ce ne interessemo un altro giorno), è pressoché inevitabile imbattersi in appassionati soliloqui intrecciati su come i volantini da sagra estiva generati dalle presunte intelligenze artificiali si somiglino tutti. E ci sono sempre i difensori della democratizzazione, del diritto di chiunque a generare la sua immagine con la AI, a essere creativo. Nuove persone rinate che prima non sapevano disegnare e adesso, thank you O Lord, possono esprimere tutta la loro creatività repressa.
Per quest’anno, Austin Mann si è contenuto: contrariamente alla
tradizione, il suo viaggio da sogno con la scusa di recensire un iPhone appena uscito lo ha portato poco lontano da casa,
a Dunton, in Colorado.
Le opportunità di sollecitare le capacotà fotografiche di iPhone 18 Pro sono state nondimeno eccellenti e il risultato merita la raccomandazione.
Come sempre, si va a visitare Mann per le fotografie e si torna a casa più che contenti di averci trovato anche contenuto di qualità (in campo fotografico, certo).
Sono tristemente famoso in tanti consessi perché spesso chiudo un messaggio con un emoji. È gente che deve ancora incontrare qualcuno che chiude i messaggi con il disegnino. Realizzato con un prompt, ovviamente, poiché chi fosse capace di disegnare avrebbe per definizione sufficiente autostima e rispetto per sé e per gli altri da risparmiare loro l’agonia dell’autocelebrazione perpetua. Voglio dire, uso gli emoji standard, mica cerco di passare per creativo.
Accessibile dall’intero pianeta
su GitHub il resoconto di come fare girare un LLM SOTA (State of the Art)
in locale su un MacBook con ventiquattro gigabyte di Ram e diciamo come minimo quattrocento gigabyte di spazio libero di disco.
Venendo per un attimo a questioni più futili (dell’usuale) per un attimo, la mia visuale sul futuro è decisamente migliorata: è stata infatti
annunciata l’ottava stagione della serie TV Slow Horses.
Mi si può anche capire: sta per partire la sesta. Significa programmare a tre anni, come annunciano sempre gli allenatori appena arrivati nella nuova squadra.
Solo che Slow Horses vince campionati (nel senso di premi di pubblico e critica)
già da sette anni.
La cosa da fare è scaricare le versioni 27 dei sistemi operativi di Apple, perché si preannuncia una release di quelle che si ricordano con piacere grazie ai bug fix più numerosi e importanti di tante nuove funzioni.
Intanto che si scarica tutto questo ben di Dio, la seconda cosa da fare è leggere la
recensione di iPadOS e iOS 27 di Federico Viticci su MacStories. Che sono sedici pagine dense e lunghe e però valgono assolutamente le calorie richieste dalla concentrazione.
Diventando comprensibilmente sempre più difficile trovare nuove
piattaforme improprie su cui fare girare Doom, una svolta logica per aprire nuove strade può essere arruolare giocatori impropri.
Google aveva a disposizione giustappunto la ricostruzione tridimensionale in forma di rete neurale del cervello e del sistema nervoso centrale di un moscerino della frutta e gli ingegneri hanno subito capito che cosa avevano a disposizione: un soggetto da poter addestrare per
giocare a Doom. Solo in seguito hanno pensato a qualcosa di più utile e pratico, come estendere l’addestramento a Mario Kart.
È bastato un breve excursus su X per vedere un diluvio di filmati che mettono a confronto l’esperienza del doppio schermo su iPhone Duo,
fresco di annuncio, e lo Z-Fold di Samsung, all’ottava iterazione di prodotto.
Ci si accorge in fretta di come l’accostamento sia impietosamente a favore del nuovo arrivato, pure a livello imbarazzante. Anche solo guardare uno spot pubblicitario di iPhone Duo evidenza specificità del trattamento degli schermi che Samsung non è neanche arrivata vicina a considerare, in anni di sviluppo.
C’è questa mostra vicino al lago di Varese dedicata al Ticino dal punto di vista della fauna e del l’ecosistema, così ci andiamo in cerca di cose interessanti per le ragazze.
I cartelloni esplicativi sono stati probabilmente impaginati con l’intelligenza artificiale (diciamo confidenza personale parziale) e chi se ne frega, un po’ piatti ma l’importante sono le informazioni.
Poi c’è una installazione video nella quale ci immedesimiamo in una lontra e dobbiamo prendere decisioni che impattano sulla nostra sopravvivenza, tipo sfuggire ai pericoli e procurarci il cibo. C’è un albero di opzioni e per ogni scelta uno spezzone che mostra come accade alla lontra. Dichiaratamente fatto con l’intelligenza artificiale e ci sta, perché realizzare (praticamente) un librogame video con animali veri richiede risorse notevoli. Era meglio evitare una dichiarazione preventiva simile a realizzato con intelligenza artificiale ma progettato da intelligenza naturale perché fa molto calendario delle manifestazioni comunali per i mesi caldi intitolato E… state con noi che sembra originalissimo e ogni anno, per questo, si rivede.
Rispetto a Tim Cook, John Ternus ha un programma fitness diverso, forse più di mantenimento che di crescita (senza allusioni all’azienda). L’indole californiana è ben diversa da quella di un Southern come Cook e ho il sospetto che gli dia un po’ di fastidio la parte formale di esercizio del potere, a differenza di chi si è sempre posto come servant negli ultimi quindici anni. Ci vorrà ancora tempo per capire bene il modo di essere persona pubblica di Ternus.