Caro babbo Natale,
Quest’anno non sono stato particolarmente buono, però in qualche modo sento di avere diritto a trovare qualcosa di gradito sotto l’albero. Se non ti offendi, azzardo un piccolo elenco di regali che mi piacerebbero.
- Bug riproducibili
- Benchmark applicabili alla vita vera
- Esempi brillanti di ricorsività
- Privacy come la descriveva Steve Jobs: spiega in modo chiaro e semplice che cosa succede
- Una vera intelligenza artificiale, anche piccola come un granello di senape
- Messaggi in italiano corretto
- AppleScript 3.0, con la stretta integrazione dei Comandi Rapidi
- Software che liberi (il software libero è importante ma non basta)
- Lo spirito di Internet, quello di una volta
- Interesse per il presente (di passato e futuro ne abbiamo fin troppo)
Ti ringrazio da ora per la cortese e fattiva collaborazione.
Certe soddisfazioni nell’avere un blog attivo da più di un mese stanno nella certezza di avere già parlato di
PCalc nel suo venticinquesimo anninversario, ora che ricorre il trentesimo.
Nel post di cinque anni si trovano i link giusti, compreso quello alla storia ufficiale del programma, puntualmente aggiornato dai suoi creatori.
In più è presente anche un sintetico commento, di cui continuo a sottoscrivere ogni sillaba anche se il 2017 è talmente vecchio che doveva ancora nascere la secondogenita.
Giusto ieri spiegavo a un anziano tra lo scettico e lo stupefatto che, volendolo, si ottiene un elettrocardiogramma – per quanto base – dall’orologio. Certamente semplificato e meno denso di dati di un elettrocardiogramma tradizionale, ma attendibile.
Ora uno studio annuncia una percentuale molto alta di successo
nell’uso di watch per individuare livelli anomali di stress.
Sette anni fa sarebbe suonato come fantascienza. Qualcuno si azzarda a segnare i confini di che cosa potrebbe fare a livello medicale un watch in uscita nel 2029?
Festa di Natale organizzata da un rivenditore Apple di dimensioni importanti.
Notizia uno: nonostante sfide e difficoltà non da poco presentate dall’economia e dal clima generale negli ultimi due-tre anni, un bravo rivenditore Apple di dimensioni importanti ha ottenuto grandi risultati, in crescita e sviluppo. È un bel segnale concreto del fatto che un momento difficile non ha da essere per forza anche negativo.
Notizia due: il messaggio passato dal vertice dell’azienda a decine di agenti di vendita, sviluppatori, personale di supporto è che per Apple il centro del business è rappresentato da… Mac.
Gli obiettivi di ricerca di OpenAI continuano a dispiegarsi: da un input testuale, ora il sistema
genera a richiesta anche nuvole di punti da cui ricavare, al momento con alterne fortune, modelli tridimensionali.
Nel frattempo capita di proseguire negli esperimenti con ChatGPT e i limiti dello strumento diventano sempre più chiari e frustranti. Non perché siano limiti in quanto tali: se dipendessero da un modello insufficiente, si potrebbe sempre adeguare il modello. Perché i limiti gravi sono quelli algoritmici, assai meno chiari da sistemare e suscettibili di permanere anche quando ChatGPT fosse addestrato con tutti i dati dell’universo (una versione tecnologica della
mappa 1:1 sulla cui perfezione ironizzava Lewis Carroll).
Le feste di Natale mi hanno regalato due iconici momenti-depressione alle Poste, uno Alla Ricerca del Pacco Perduto e un altro a ritirare la Raccomandata non Consegnata perché il Postino non ha perso tempo a suonare al citofono.
Non entro nei dettagli di qualcosa noto a tutti. Mentre si svolgevano le due agonie, nella contemplazione di una distorsione spaziotemporale votata alla lentezza, riflettevo sulla componente tecnologica. Oggi l’ufficio postale ne è pieno. Terminali, firma sullo schermo, scansioni, stampanti, archivi elettronici, codici a barre eccetera.
Ieri raccontavo dell’
arrivederci a iMovie per la sua macchinosità e inadeguatezza nel tempo presente ove uno non cerchi i titoli di testa modello trailer o il filo diretto tra fotocamera e montaggio.
Oggi sto estraendo il cartellino giallo per Dropbox, che ha cambiato la sua posizione nel sistema dalla cartella Inizio a una delle misconosciute cartelle dei servizi cloud. E non è una cosa buona.
Intanto fa saltare alias e preferiti nella barra laterale del Finder. Vabbè, si rifanno. Però, uffa. E poi, più grave, ho l’impressione che dentro la cartella in questione non funzioni, o non funzioni bene, la ricerca classica del Finder.
Mi è ricapitato un piccolissimo progetto video: una trentina di secondi prodotti a passo uno, a partire da una sequenza fotografica.
Si tratta di tecnica di base e mi aspetto sia risolvibile comodamente e in tempo umano su un programma di base. Invece iMovie mi ha fatto penare.
Nella versione Ventura ho apprezzato la presenza dell’export a 1080p; meno il fatto che uscisse sistematicamente un errore di Compressor, che non mi faceva generare il video definitivo. Ho dovuto lavorare su una copia del progetto e riavviare iMovie prima di arrivarci.
Mac mi ha proposto l’installazione di Ventura 13.1 e l’occasione ha generato una eccezione alla mia regola di lasciare che gli aggiornamenti si installino quando credono; ho infatti richiesto manualmente iOS e iPadOS 16.2.
La ragione era che, con gli aggiornamenti fatti, potevo usare
Freeform, per il quale nutro grandi aspettative e curiosità. Sono da tempo utente convinto di
Miro e tengo d’occhio gli sviluppi di
Penpot: nella collaborazione a mano libera si trovano opportunità di quelle che ci sono state promesse da sempre e che, diciamolo eufemisticamente, da tempo abbiamo smesso di trattenere in fiato in attesa che diventassero vere.
Gizmodo ha chiesto a ChatGPT di scrivere un articolo. I risultati sono raccolti nell’articolo (scritto da umani)
ChatGPT ha scritto un articolo terribile per Gizmodo. Questo l’input:
Scrivi un articolo per Gizmodo in cui spieghi i grandi modelli di linguaggio [quelli che addestrano gli algoritmi dei sistemi come ChatGPT]. Ricordati di inserire esempi specifici. Mantieni il tono leggero e disimpegnato.
Il risultato:
Quello che pensavamo fosse un processo veloce ed efficiente si è rivelato lungo, laborioso e frustrante.