Di solito il fine settimana è avaro di notizie interessanti, ma fa eccezione
Python al primo posto nella
classifica dei linguaggi più usati secondo Tiobe, che è la fonte tradizionalmente più seguita in tema.
Il primo posto era da decenni, senza esagerare, una faccenda a due tra
C e
Java e questa variazione è davvero epocale.
Noto distrattamente che
Swift è diciassettesimo e
Lisp trentanovesimo, niente di particolarmente inconsueto. C’è anche
Scheme quarantreesimo, che un po’ sarebbe da contare come Lisp, anche se cambierebbe assai poco.
Neanche un mese stavamo a
I progressi delle CPU Apple si arrestano e il futuro appare grigio per l’impatto che inizia a farsi sentire dell’esodo di ingegneri verso Nuvia e Rivos. A Milano direbbero ciumbia, roba forte, con spiegazione-shock:
Riteniamo che Apple abbia dovuto ritardare lo sviluppo del nucleo della CPU di prossima generazione per via del ricambio di personale che ha dovuto affrontare.
Oggi possiamo leggere la recensione del chip A15 presente negli iPhone 13, curata come sempre in modo esemplare da AnandTech: il titolo sintetizza
più veloce e più efficiente.
Dopo lo
studio commissionato da Apple a Forrester sull’adozione dei Mac M1 in azienda eccone
un altro, sponsorizzato da
Kandji, che è sostanzialmente concorrente di
Jamf e vende soluzioni per facilitare la gestione nelle aziende di grandi quantità di Mac.
Lo studio mostra a suon di numeri che le persone al lavoro preferiscono scegliere che computer usare, che molto spesso hanno più piacere nell’usare un Mac, il quale ha un costo totale di proprietà inferiore a quello dei PC e in definitiva è più conveniente, oltre a essere più produttivo e a favorire il buonumore della forza lavoro.
Il progetto di
curriculum digitale per elementari e medie prosegue sia pure in sordina e mi sarà utile in prospettiva questa
pubblicazione di risorse per il coding e il design di app nella scuola elementare, da parte di Apple.
C’è molto, tra l’ovvio
Swift Playgrounds e le meno ovvie migliorie a
Schoolwork, passando per la guida Everyone Can Code Early Learners.
Ma tutto quello che serve è contenuto all’inizio della dichiarazione di Susan Prescott, vice president per Education and Enterprise Marketing:
Fabio ha di nuovo scelto una data significativa e malinconica per annunciare l’abbandono del suo
profilo Twitter e io spero che ci ripensi.
7Bit era in origine anche
un sito. Doveva essere anche una carriera personale, che però non decollò secondo le aspettative di Fabio e ha cessato le pubblicazioni proprio con la morte di Steve Jobs, dieci anni fa.
Aspettative alte. Nel suo coprire il mondo Apple, Fabio non è mai stato accondiscendente né ha edulcorato il racconto delle cose. La sua narrazione era sempre entusiasta, a volte distaccata ma mai fredda, e comunque sincera.
Per ora si può lasciare un commento dalla
pagina apposita di Muut per QuickLoox. I commenti torneranno disponibili in calce ai post appena possibile.
Sabino è stato troppo gentile a
riscoprire Cuore di Mela e trovarlo per tanti versi ancora fresco e utile.
Non lo riprendo per caldeggiare l’acquisto (non lo linko, chi avesse voglia lo troverà); il libro fa benissimo il suo lavoro e ancora oggi porta ogni anno numerosi centesimi di euro nelle tasche di Luca MisterAkko Accomazzi e nelle mie.
Solo per dire che ci avevamo visto anche abbastanza lungo sul tipo di direzione da dare alla divulgazione informatica in questi anni non più pionieri. E, per quanto cambi tutto in continuazione a frequenza impressionante, certi fondamentali (e certe burocrazie) restano immobili e immortali.
Nel mio
gruppo Slack (dove è possibile entrare facendone richiesta) si è discusso per merito di MailMasterC del perché i giovani d’oggi
non siano familiari con le opzioni di file, cartelle e alberi gerarchici mentre ai miei tempi, signora mia, le informazioni si organizzavano come si deve, con tutte le sottocartelle e le alberature che servivano.
Il tema è meno dopolavoristico di come appare e crea questioni significative, per esempio, in ambito didattico. È anche facile immaginare come conti in ambiti più evidenti come aziende di informatica o aziende tout court, nelle quali sapere dove stanno i file cruciali è spesso faccenda impellente.
Riga più riga meno, sono finalmente arrivato in fondo alla
recensione di iOS e iPadOS versione 15 scritta da Federico Viticci su MacStories.
E ho compreso quanto mi manchi per usare a imparare iPad (o iPhone, per quello) a un livello veramente competitivo.
Le ventitré paginate di recensione (Ok, una di credits, una introduttiva…) trattano tutti gli aspetti rilevanti dell’aggiornamento, Focus, Promemoria, Comandi Rapidi, estensioni di Safari, widget, schermata home e quant’altro. Mi rendo conto che, pur lavorando metà del tempo con iPad, in pratica lo uso come o quasi come il suo primo fratello maggiore del 2010.
Ci vorrebbe l’aiuto dei parlamentari europei.
È infatti stato annunciato
un nuovo branding della cavetteria Usb-C, allo scopo di chiarire ed evitare confusione.
Ansiosi come sono di
imporre all’Europa lo standard Usb-C e obbligare i costruttori a impiccarcisi, ci spiegheranno bene che cavi vogliono esattamente, quali di questi vanno bene, se vanno sostituiti da un cavo solo e se sì di che tipo, vai avanti tu che mi viene da ridere.
La domanda cruciale, soprattutto, è quale sarà il prossimo cavo Usb-C. Se andrà bene per lo standard, se dovrebbe sostituire quelli esistenti o aggiungersi, se, se.