Il primo punto all’ordine del giorno per realizzare un
curricolo informatico per la scuola primaria è quello ipertestuale.
Pensiamoci bene: quanto di quello che scrive un bambino di nove anni per la scuola ha forma ipertestuale? Probabilmente niente, o poco. Quanto sarà ipertestuale ciò che scriverà nella sua vita al termine della scuola dell’obbligo? Moltissimo. Userà computer da scrivania, da tasca, a tavoletta, a muro, nei vestiti, forse anche nel corpo. Userà un sacco di ipertesto. Anche senza saperlo; condividerà infiniti testi, foto, video e che cos’è una condivisione, se non l’invio o la ricezione di un ipertesto?
Non intendo perdere di vista la questione del
curricolo informatico per la scuola primaria, solo che sui social è partito il tritacarne relativo alla prossima
protezione allargata dei bambini che arriva su macOS, iOS, iPadOS, iCloud.
A scanso di equivoci, ribadisco la mia posizione primaria: ad Apple dovrebbe importare zero di che contenuti tiene la gente sui propri apparecchi.
Secondariamente, il tema è scivoloso, ambiguo, rischioso, delicato, per molti versi inesplorato soprattutto tecnicamente, controverso, polarizzante eccetera.
Sono passati dieci anni da quando parlai di iPad e uso della tecnologia per l’apprendimento ai docenti di un istituto tecnico piuttosto grosso in provincia di Trento.
Erano anni eroici. Avevo un iPad di prima generazione, inadatto a tenere una presentazione in modo adeguato. Chiesi in prestito ad Apple Italia un iPad di seconda generazione, uscito da poco, e andai con quello.
Fu una bella giornata, difficile e stimolante. Difficile per trovarsi di fronte insegnanti innamorati di lavagne e gessetti, stimolante per tutto quello che si faceva nella scuola e l’attenzione che comunque ricevetti. Non sai mai quanto effettivamente delle tue parole rimane veramente quando parli alle persone e quella volta ebbi una delle mie maggiori soddisfazioni lavorative di sempre.
Nelle prossime due settimane credo che darò spazio a un’urgenza personale. Settembre è infatti vicino. Settembre 2022.
Da qui a un anno la figlia più grande inizierà il triennio che completa il primo ciclo di scuola primaria. E, se nessuno fa qualcosa, comincerà ad affrontare l’informatica a scuola; le insegneranno… a usare Office.
Devo fare qualcosa anche a costo di buttare via del tempo e voglio abbozzare un curricolo di studi tecnologici alternativo, che si basi sugli standard e sugli skill prima che sulle applicazioni, sia trasversalmente applicabile a tutte le materie e che insegni ai ragazzi qualcosa di interessante, utile e accessibile per la loro età.
Ho iniziato a leggere tutta la documentazione tecnica legata all’annuncio della
protezione allargata dei bambini annunciata da Apple. Una faticaccia, ma voglio capire molto bene ogni piega dell’annuncio.
Al momento capisco che sono stati fatti tutti gli sforzi possibili per tutelare la privacy. Molti dei commenti in merito all’annuncio sono inesatti quando non inventati di sana pianta: umani di Apple intervengono (e possono intervenire) solo e unicamente in casi di gravità clamorosa, che eccedono una soglia di tolleranza sotto la quale tutto resta invisibile come è giusto che sia. Il lavoro di identificazione dei contenuti pericolosi per i bambini viene svolto in locale da software di apprendimento meccanizzato. Il confronto con il materiale fotografico presente su iCloud – la funzione agisce solo se è attivo il servizio iCloud Photos – avviene attraverso hash che oscurano totalmente la sostanza del materiale. Eccetera.
Il cavo
Pantone 3 in 1 è proprio una bella idea.
Da una parte è USB 2/3. Dall’altra è nativamente MicroUSB e così carica un sacco di aggeggi come dischi, luci da lettura, ventilatori da scrivania, accessori a non finire.
Sul connettore MicroUSB si può attaccare un convertitore che lo trasforma in Lightning. Così si caricano innumerevoli iPhone, per esempio. Il convertitore è attaccato al cavo principale tramite un filo di plastica, così è sempre a disposizione. Quando esco e devo portarmi un cavo da ricarica, questa è davvero una buona soluzione.
Giù il cappello davanti a questa
cronologia dei sistemi operativi degli ultimi settant’anni.
Attualmente lo schema, che per forza di cose non può essere completo né mai lo sarà, mostra la bellezza di ottocentotrenta sistemi operativi.
La maggior parte sono meteore sconosciute persino a sé stesse; molti sono scomparsi prima di arrivare a oggi; e poi si vede la storia vera dell’informatica.
Le curiosità che è possibile appagare, previo averne in merito ovviamente, sono abbondanti e le cose che si scopriranno saranno in certi casi una sorpresa, per esempio da chi abbia preso diciamo ispirazione il sistema operativo della PlayStation.
L’Italia ha vinto il concorso canoro Eurovision, i campionati europei di calcio, l’oro maschile sui cento metri piani olimpici e quello del salto in alto sempre maschile, ambedue per la prima volta nella storia.
Un vento di euforia spazza la nazione.
Eppure tutto deve essere messo in prospettiva e in secondo piano, se si pensa che
l’Italia è il prossimo Paese ad avere nella beta di iOS 15 le nuove Mappe.
Leggo che
quest’anno Google abbandonerà Qualcomm e costruirà i propri processori per computer da tasca.
Ho la sensazione che venga già fatto, da un’altra società, da qualche anno, con discreti risultati, ma non riesco a focalizzarne il nome, magari poi mi viene in mente.
Può anche darsi che proprio i risultati ottenuti da questa società con i suoi processori fatti in casa sia la ragione del cambio di rotta di Google. Che dice anche molto sulla competitività dei processori usati attualmente, forse non proprio ottimale.
C’è ancora qualcuno dotato di buona volontà. Nello specifico, su The Eclectic Light Company hanno iniziato a spiegare perché gli aggiornamenti di macOS siano così corposi e, nello specifico dello specifico, perché
quelli di Big Sur superano ogni record.
Intanto, tutti gli aggiornamenti di Mac sono universali. Contengono tutte le varianti necessarie per tutti i modelli di Mac. Il principio è che ogni aggiornamento debba essere bastante per l’intera gamma di modelli da aggiornare.