Faccio eccezione alle mie regole di condivisione di contenuti e rendo omaggio a IlTofa che lo ha appena rilanciato. Un articolo semiserio, ma proprio per questo da prendere con attenzione, sulla
costruzione di un metaverso da parte di Apple. Costruzione che sarebbe in corso davanti ai nostri occhi a partire da Wwdc 2019 e che culminerebbe in un substrato di realtà aumentata sovrapposto (affiancato? innestato? apparentato? abbinato? accoppiato?) alla nostra realtà consueta.
Ho passato due settimane a cercare il mio iPad.
Perché incredibile? Beh, io non avrei resistito due ore.
Per ora si può lasciare un commento dalla
pagina apposita di Muut per QuickLoox. I commenti torneranno disponibili in calce ai post appena possibile.
Il
Museo Malacologico Piceno nasce dalla passione di due fratelli marchigiani e oggi occupa all’estremità nord di Cupra Marittima un capannone che, non fosse per una grossa scritta malacologia sul corpo dell’edificio e pochi cartelli stradali poco visibili, potrebbe passare completamente inosservato.
Sarebbe un peccato perché ci si può aggirare dentro anche per un paio d’ore con meraviglia e curiosità, quando non genuino interesse. Il capannone si sviluppa su due piani; a terra si visita una collezione fantasmagorica di un milione di conchiglie, mentre sopra sono in esposizione soprattutto i manufatti creati con le conchiglie e in generale con la madreperla. Si fa presto a sottovalutare il campo che è senza fine, dalle acquasantiere agli strumenti musicali di pregio, passando da oggetti da toeletta, bottoni, statue di presepio, giocattoli, ornamenti, utensili, crocefissi, ventagli (molti), decorazioni e chi più ne ha più ne metta.
Mi sono spostato a lavorare al mare, come tutti gli anni. Diversamente da essi, ho portato come me Mac mini e l’ho collegato a un televisore superfluo presente nella casetta. Ho ricostruito così il flusso di lavoro consueto, equamente ripartito tra Mac e iPad.
Sto anche provando qualche piccola variante di flusso, più di scrivania che autostradale. E posso affermare quanto segue:
Un uso intermedio di BBEdit rende superfluo un uso base di Excel.
Ogni tanto fa bene alzare lo sguardo e puntare verso l’orizzonte. Articoli come
Apple sta già costruendo un futuro di realtà aumentata, su The Motley Fool, fanno vagare la mente sul lungo periodo, che è una cosa buona.
In questi ultimi trimestri è diventato chiaro come Apple stia costruendo davanti ai nostri occhi le fondamenta della propria strategia di realtà aumentata. I Lidar presenti negli iPhone e iPad di oggi aumentano la precisione e la fedeltà della realtà aumentata sugli apparecchi e Apple sta già creando un ecosistema di app e strumenti per gli sviluppatori.
Mi
tira le orecchie mmanighe con piena giustificazione perché ho effettivamente esagerato nel
dare iOS 4 per open source.
Nella pagina dell’
open source di Apple, effettivamente, per iOS 4 sono aperti solo alcuni componenti che certo non formano il sistema operativo.
La situazione non migliora né peggiora andando avanti, nel complesso. Apple, come tutte le grandi aziende, ha cercato nel tempo di distanziarsi dal software con licenza open source
Gplv3, perché troppo libera. Altre cose sono open source, per esempio il
kernel Darwin-XNU da cui prendono vita tutti i sistemi operativi sotto la Mela e però non escono dal principio guida di commoditization of the complement ben descritto, a tutti i livelli, in
questo articolo.
Il premio non ci voleva molto 2021 viene assegnato a The Verge nella persona di Monica Chin, autrice dello scoop
Apple dice che ora puoi fare il build di una app su iPad, ma gli sviluppatori dicono che la realtà è diversa.
L’articolo è un capolavoro di vorrei ma non capisco. All’inizio ci aspettavamo una serie di novità per iPad che non sono arrivate (ognuno aveva la sua lista, come tutti gli anni); poi scopriamo che Swift Playgrounds consente di fare il build di una app e mandarlo su App Store (a smentire il titolo, costruito come se la premessa fosse una mezza bugia).
Il livello della stampa quotidiana italiana, specialmente nelle versioni telematiche, non è esaltante e da molto tempo ho smesso di perdere tempo con quei siti. In compenso pago molto volentieri Giorgio Dell’Arti per la sua
Anteprima, newsletter quotidiana nei giorni feriali che spreme le cose sensate e interessanti dalle edizioni cartacee e le mette insieme in una rassegna perfetta per cominciare la giornata.
Dell’Arti è un giornalista vecchia scuola con un talento mostruoso per l’archiviazione e il ritrovamento delle notizie di archivio. Non è un informatico ma neppure uno sprovveduto: vista la sua passione per gli archivi, qualche computer deve maneggiarlo; Anteprima viene erogata via
Mailchimp, una piattaforma professionale, facile da approcciare quanto impegnativa per farci un prodotto editoriale in abbonamento pagato; organizza stanze su
Clubhouse. È consapevole. In più Anteprima è lunghissima, tutti i giorni, e tra copiaincolla e scrittura originale richiede uno sforzo significativo di composizione di testo. Lui scrive davvero e tanto.
Dopo che è trascorso qualche anno dal 1984, ho compreso che Mac, come tutti i grandi marchi che finiscono per diventare una sineddoche della propria categoria di prodotti, rappresenta molto più del computer iconico di Apple.
Almeno per me.
Quando dico Mac, penso a un insieme di hardware e software che rivoluziona un’attività umana rendendola incredibilmente semplice e accessibile rispetto a prima.
È successo così con il computing, naturalmente. E si può proseguire a definire Mac anche per il suo opposto: le attività dove manca un Mac e così restano esoteriche, di pochi, difficili.
Una copertura davvero controcorrente di almeno un aspetto di WWDC? Il problema della documentazione, molto ben trattato da The Eclectic Light Company, per il cui autore rappresenta
L’elefante a WWDC.
Non si parla della documentazione per l’utente finale, del mitico manuale, ma proprio di quella per gli sviluppatori. Apple sta realizzando un nuovo sistema per produrre documentazione, denominato DocC, che però sarà un contenitore e poco farà per risolvere il problema della carenza di buone descrizioni del funzionamento interno del software Apple.