Non ho ancora finito il mio contributo all’esegesi delle CorpoNazioni, come le ha definite genialmente Gianni Catalfamo sul proprio blog, per cui mi limito a indicare come lettura preventiva
il suo post, al quale, come da sua richiesta (aperta, non personale), aggiungerò un commento con le mie opinioni.
Commento che, comunque, apparirà prima qui.
Ci saranno sovrapposizioni e lacune. Il tema è più grosso di quanto sembra e organizzarlo in modo immediatamente comprensibile genera fatica. Si abbia pazienza, a essere americani si avrebbe un agente pronto a coprirci di denaro. Qui abbiamo da sbrigare gli affari correnti.
Un
nuovo monitor più grande di quello prima, su cui stanno più cose, mi ha fatto venire voglia di usare iPhone come webcam di Mac.
Normalmente preferisco collegarmi a riunioni e occasioni online direttamente con iPhone, mentre effettuo un secondo collegamento con Mac se devono condividere schermate o comunque lavorare su dati e usare la chat della riunione. Tuttavia non è sempre necessario e, qualche volta, risulta persino controproducente: per esempio, durante le nostre sessioni di
Dungeons & Dragons su
Roll20 è una cosa senza senso. Tutta l’interazione avviene sulla mappa, mentre la stessa piattaforma provvede all’interconnessione audiovideo. Avere una webcam sul Mac basterebbe e avanzerebbe, se il mio Mac non fosse un Mac mini.
C’è un gran parlare di riaperture e continuo a pensare alla prossima occasione di mettermi in volo, al galoppo, sui pedali, spinto dalle onde verso Savona, dove sta il museo All About Apple.
Gli amici che hanno dato vita al museo sono persone splendide e indomabili, che negli anni hanno attraversato più di una peripezia per tenerlo aperto e funzionante. Il virus, ovviamente, è una peripezia pesante anche per All About Apple, che è una Onlus e si mantiene grazie al sostegno delle persone che riconoscono il valore di un pezzo di storia e di cultura irripetibile.
Si scriveva pochi giorni fa della
newsletter informativa che invitava i lettori a restare sintonizzati in attesa dei risultati finanziari di Apple, che ha performato in modo mediocre come crescita negli ultimi anni.
Premesso che il trimestre invernale Apple è normalmente il penultimo dell’anno per risultati,
la crescita del fatturato anno su anno è stata del 54 percento; il terzo migliore di sempre, il primo di sempre per il periodo gennaio-marzo.
Il fatturato dei Mac – purtroppo non ci sono più le unità vendute – è cresciuto del settanta percento, quello di iPad del settantanove percento, iPhone sopra il sessanta percento. Apple mai ha guadagnato tanto come in questo trimestre, e in quello scorso.
Ogni giorno arriva qualcuno sui social a dire oggi abbiamo il vincitore di Internet, per indicare una battuta fulminante, un disastro fantozziano, una cosa impossibile eppure avvenuta, insomma un’apoteosi di qualcosa.
Non so se abbia i requisiti per vincere Internet, certo è una lettura epica.
L’acquisto di un PC con Dell: il mio viaggio all’inferno.
Per quante storie dell’orrore informatico possano essersi lette, questa le supera di anni luce e oltretutto è pure ben scritta, su molte decine di tweet. Con finale a sorpresa.
Questi giorni rimarranno nella storia, in un modo o nell’altro, perché esce iOS 14.5, assieme a iPadOS stesso numero. Perché da oggi su iPhone e iPad un business che vuole fare soldi registrando il tuo percorso di navigazione su Internet, dovrà chiederti il permesso di farlo.
Storica perché finora questo è accaduto essenzialmente di nascosto. Doppiamente storica perché chi vuole potrà dire sì, seguimi pure. La scelta, il controllo della privacy personale viene lasciato alla persona. Non ci saranno più scuse, in qualsiasi direzione.
Se si segue Apple, è perché è interessante e raramente scontata. A volte ti costringe a cambiare un pensiero abitudinario. A volte prende una nozione canonica e la ribalta.
Pensiamo per esempio al dibattito Bello iMac, peccato che alla fine abbia lo stesso processore di un MacBook Air. È una considerazione che viene dal modo classico di pensare il rapporto tra processore e potenza, quindi valore, del computer.
Per fortuna ci sono testate come ExtremeTech, impossibili da etichettare come sbilanciate a favore di Apple, che spiegano le cose a chi preferisce tenere in esercizio le sinapsi invece che calcificare il pensiero.
A giorni Apple comunicherà i risultati trimestrali. Philip Elmer-DeWitt ha pubblicato
un brano della newsletter The Briefing, inviata periodicamente agli abbonati di The Information:
È facile trascurare la realtà dell’andamento finanziario di Apple in mezzo allo sbavare dei fanboy su iPhone viola e iMac colorati, ma l’azienda più valutata del mondo ha performato in modo mediocre come crescita negli ultimi anni.
Il commento di Elmer-DeWitt:
Gli odiatori devono per forza odiare, ma l’autore del pezzo deve veramente contorcersi come un pretzel per sostenere che dopo i guadagni dell’ottanta per cento nel 2020 e i risultati record del primo trimestre 2021, gli investitori dovrebbero “restare sintonizzati” in attesa di qualche genere di disappunto in arrivo mercoledì.
John Gruber
fa notare su Daring Fireball come lo spessore dei
nuovi iMac sia di 11,5 millimetri… e quello di un
watch Series 6 sia di 10,7 millimetri.
Se ci chiedessero di percepire la differenza con il tatto, in uno di quei test comparativi da eseguire a occhi bendati, potremmo solo tirare a indovinare.
M1 permette soluzioni che nessuno avrebbe mai nemmeno scritto come fantascienza, tipo un computer desktop con undici milioni di pixel sottile – in sostanza – come un orologio da polso.
Seguire Apple è affascinante. Purtroppo capita di seguire anche i commentatori, dilettanti e finti professionisti (professionisti nel senso sano della parola ne vedo pochi).
All’indomani dell’ultimo
evento Apple, leggo e sento cose come queste. Niente link, già mi vergogno di avere letto, non voglio responsabilità.
-
Ho un iMac 27” e sono un po’ deluso perché iMac 21” ora è diventato iMac 23”5 e mi aspettavo uno schermo più grande (per logica mi aspetterei l’arrivo di un prossimo iMac 27”, magari con schermo 29”, più che vedere il 21” diventare un 27”, ma forse sono io che sragiono).