Ho accompagnato il prozio a ricevere la prima dose di Pfizer. Ho capito che non ce la possiamo fare.
La vaccinazione ha portato via un minuto, riguardando un quasi ottantanovenne che fatica a scoprirsi la spalla, in una giornata di sedicente primavera che alle nove del mattino faceva cinque gradi.
Tutto il resto invece. Per ogni vaccinato girano tre fogli A4, per quattro facciate: la nota informativa, l’anamnesi, l’anamnesi da portare il giorno della seconda dose. Chi non ci aveva pensato va a caccia di una penna, i fortunati scrivono appoggiati ai muri, per terra, assembrati attorno a un tavolino occasionale. L’infermiera alla reception improvvisata ha una manciata di biro, che spariscono ancora più veloci del vaccino.
Nuova funzione di Twitter che
debutta solo su iOS prima di diffondersi nel resto del mondo:
Superiorità nelle interfacce di programmazione, nell’affidabilità, nell’autorevolezza. Inferiorità nella diffusione e interessa nulla a nessuno. iOS, quattordici anni più tardi, è sempre avanti tecnologicamente. Inoltre la windowsvizzazione del mercato (Android al novantacinque percento e iOS le briciole) predetta da infiniti commentatori non solo non è avvenuta; iOS continua a pagare di più gli sviluppatori e a conservare una diffusione del tutto sana e soddisfacente per chi lo produce.
È normalissimo trovare vantaggi nel condurre attività produttive fianco a fianco con i colleghi e altrettanto lo è trovare vantaggi equivalenti nel condurre attività analoghe da una postazione remota. Dopo un anno di pandemia bisognerebbe averlo capito; invece ci troviamo con un sacco di gente bravissima e competente, che però sa funzionare solo in un modo.
La nuova normalità ha già mostrato da un pezzo che verrà richiesto di funzionare in più modi e il virus non c’entra: ha solo sbattuto l’evidenza in faccia a chi resisteva a un cambiamento che ha basi ben più profonde dell’evitare il contagio.
La scuola a casa ci ha consigliato di
tornare indietro di una decina di anni per riaccogliere a casa una stampante. Viste però le necessità effettive, abbiamo optato per una stampante laser moncromatica: una
HP LaserJet Pro M118dw.
(Per Fëarandil: l’offerta su questo modello era buona e mi sa che è molto simile a quello che avevi consigliato tu e avevo cercato in prima battuta).
Non frequentavo stampanti da un bel po’ e immagino che le mie considerazioni siano naïf per chi invece ci convive da sempre. Chiedo pazienza: non ero più abituato ad avere in casa qualcosa che fa rumore per accendersi.
Si è costituita pochi giorni fa una
Rete Nazionale Scuola in Presenza la quale, come dice il nome, si batte per la riapertura delle scuole… errore: l’iniziativa, per come è scritto nella pagina del gruppo Facebook, serve a raccogliere e diffondere le iniziative contro la DAD a livello nazionale.
C’è una sottile differenza e significativa, nell’ambito di una tendenza che durante quest’anno è stata segnalata più volte: il vero centro di interesse non è affatto la riapertura della scuola, ma la lotta contro l’uso del digitale, di cui chiaramente le lezioni remote sono la manifestazione più evidente. Nonché l’unico modo di fare scuola che per mesi abbiamo avuto a disposizione e senza il quale ci sarebbe stato il vuoto assoluto.
In grande ritardo su come si comporterebbe una azienda rispettosa dei propri interlocutori, Google ha iniziato a svelare
che tipo di dati raccoglie attraverso le sue app, a questo giro Chrome e la app Google per la ricerca.
Ho lasciato stare il più possibile la faccenda della pandemia, solo che oggi era praticamente impossibile riuscire a trattenersi.
Di fronte a quello che accade e che lascia a dire poco sconcertati, l’unica risposta che riesco a dare è
tenere presente Tommaso.
Big Sur tutto sommato mi piace. Dopo qualche settimana di utilizzo sono sicuro di considerarlo casa.
Certamente non è perfetto. Ammetto che parte delle obiezioni più comuni – per esempio la trasparenza della barra dei menu – per me sono plus, da vero bastian contrario, più che problemi. Immagino che sia perché ci vedo bene, la barra la uso poco (tastiera, tastiera, tastiera), non mi dispiace un ambiente che muta durante la giornata, almeno in modo ragionevole. Ho anche adottato lo sfondo scrivani dinamico, che mostra la location diversamente illuminata secondo l’ora del giorno. Eccetera.
A metà weekend, per un complesso di ragioni, mi trovo completamente solidale con chi chiede ad Apple, in nome dell’impegno sulla privacy, una edizione di Mail che liberi dai
pixel-spia e pure un
servizio di VPN per la navigazione più riservata.
Capisco perfettamente la pubblicità su Internet e quella fatta bene è perfino utile. Però deve vigere un accordo esplicito tra consumatore e inserzionista: ti concedo uno spazio ben preciso e tu lo rispetti.
Sviluppi della situazione delineata ieri rispetto al
mondo del software libero e di chi agisce per controllarlo a scopo di lucro.
Frix mi ha chiesto se mi fossi ispirato al video
1984 di Ridley Scott. In effetti no, però sono rimasto colpito dall’associazione di idee che poteva essere costituita. La situazione è quella di un Grande Fratello, anche se questo più suadente e viscido.
Un aggiornamento tecnico sulla vicenda è che alcune migliaia di server Exchange compromessi sono stati colpiti da un ransomware, grazie appunto alla libertà di attacco goduta dai pirati.