Mi è capitato di tornare di recente sulla questione della conservazione dei media analogici e dei media digitali e
questo esempio mi pare perfetto per spiegare come devono funzionare le cose.
Anni fa ho creato un account a pagamento su
Happy Scribe, sistema di trascrizione automatica di audiovideo, creazione di sottotitoli e altro. L’ho usato una volta e poi l’ho dimenticato. Avevo bisogno di un transcript, il prezzo era un affarone, non ci ho pensato due volte; poi però non si è più ripresentata l’opportunità.
Anno 2021 ed ecco che in due settimane si ricreano altrettante necessità di trascrizione. Rientro in Happy Scribe metto al lavoro il sistema. Intanto curioso e scopro che il ventaglio dei servizi offerti è clamorosamente aumentato, così come il prezzo, raddoppiato rispetto a quello che ricordavo.
Se non avessi due figlie, ora che si vocifera del ritorno della zona arancione, comprerei di corsa
Geneforge 1 - Mutagen e mi dimenticherei la nozione di noia per un paio di mesi almeno.
Ma forse quasi quasi lo compro lo stesso e ci gioco con la figlia maggiore. Esercitarsi con l’inglese è necessario, servono storie ampie e piene di accadimenti per espandere gli spazi di attenzione e insegnare pazienza e metodo, all’inizio dei nostri
novanta giorni di Arcade abbiamo già trovato giochi straordinari, ma niente di epico o su vasta scala. Sono cresciuto con Il signore degli anelli, la fantascienza di Clarke, Atom Heart Mother dei Pink Floyd… qualcosa di epico ci vuole per forza.
Avendo saltato Catalina, sono stato per due anni senza pensare troppo agli aggiornamenti di sistema e non mi ricordavo più di quanto possano essere numerosi, specialmente nei primi mesi. Big Sur ha appena ricevuto l’aggiornamento .2.2,
il quinto dalla sua uscita, e questo la dice lunga sulla frequenza: grosso modo, è un riavvio al mese.
A seconda di come si sia lasciato Mac e delle sue impostazioni, i programmi potrebbero riaprirsi o meno e, in caso positivo, riaprire automaticamente i documenti che erano rimasti aperti, oppure no.
E se Apple, lanciata nel posizionamento come azienda che mette al primo posto la privacy degli utilizzatori, andasse oltre il blocco dei tracciamenti disonesti su Safari, per fornire
un’edizione di Mail capace di bloccare i pixel di tracciamento e anche
una Vpn per compiere in pace le operazioni che vogliamo restino confidenziali?
Sono due proposte di John Gruber, che mi trovano del tutto consenziente. Personalmente mi sforzo di inviare email solo Ascii, una cosa sempre più difficile per design. Mai come riceverne, comunque.
Sono alle prese con diverse situazioni di migrazione a Mac che vedono come denominatore comune la difficoltà di fare giustizia di vecchie app che parrebbero imprescindibili, accomunate da sue caratteristiche comuni: sono Windows e non prevedono una via di uscita semplice per iniziare a usare gli stessi dati con un altro programma.
Ci ho pensato leggendo questa riflessione su come, con poche mosse strategiche bene assestate, Microsoft abbia eliminato di fatto la comunità open source attorno a JavaScript per assumere il controllo assoluto delle direzioni di sviluppo. In modo morbido, amichevole, amorevole, legale, armonioso, spietato e definitivo.
Il principio della richiedibilità di un rimborso per l’acquisto forzato di una licenza Windows è assodato da anni.
Mai peraltro come nel caso di Luca Bonissi, qui
riassunto da Simone Aliprandi, il giudice ha determinato altrettanto esattamente dove si trovi il merito.
Bonissi ha comprato un computer Lenovo nel 2018 e ha chiesto formalmente il rimborso per la licenza di Windows inclusa e non evitabile nel prezzo di vendita: Lenovo ha fatto di tutto per non pagare, ma lui è arrivato fino al giudice di pace, presso il quale è stato imposto all’azienda il pagamento di 42 euro come rimborso della licenza più 130 euro di spese processuali.
Gli analisti si aspettano che Apple nel 2020 abbia fatturato nell’intorno dei 333 miliardi di dollari (che per qualcuno
sono troppo pochi).
Sono numeri vertiginosi. Quando Steve Jobs ritornò come interim Ceo in Apple un quarto di secolo fa, mise a punto un piano che avrebbe consentito la sopravvivenza dell’azienda a patto che fatturasse sei miliardi di dollari l’anno, l’1,8 percento della cifra di oggi.
Ora Horace Dediu di Asymco prevede in un tweet che il valore delle transazioni dell’ecosistema Apple
raggiungerà il trilione (all’americana, mille miliardi) entro il 2024.
Addio, AppleScript.
Lo scriveva The Eclectic Light Company nel novembre 2016 e, come già fecero Mark Twain e Steve Jobs, oggi AppleScript potrebbe commentare che la notizia del suo abbandono è stata leggermente esagerata.
Molti punti dell’articolo sono indubbiamente validi. Apple non sembra dedicare grande attenzione ad AppleScript (non che sia la prima volta), molte risorse di programmazione sono andate nello sviluppo di Swift e, aggiungerei, l’uso di linguaggi di scripting più vicini a un linguaggio di programmazione classico (Python, per non fare nomi) è letteralmente esploso. Proprio AppleScript, dopotutto, può essere impostato per l’uso di JavaScript al posto di se stesso.
Software sbagliato non per quello che fa, ma per quello che consente di fare.
Word come contenitore di file .zip. Excel comprato per fare tabelle brutte e disfunzionali. WordPress pretesto per installare i plugin più tossici e creare le peggiori esperienze web. PowerPoint, per dire slaid, sentirsi in controllo e presentare da schifo.
Ieri ero sul Mac di altri. Trovato un malware-adware talmente sfrontato che aveva perfino un’icona dentro le Preferenze di Sistema. Chi fosse interessato cerchi SkilledObject; non linko nulla perché arrivano un sacco di siti che spiegano come toglierlo. E con quella scusa cercano di farti installare altro adware.