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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

10 ott 2020

L’uovo o la gallina

NetHack, a dirla tutta, andrebbe giocato su Mac per essere pienamente apprezzato.

Solo che, quando hai avuto in mano per abbastanza tempo un iPad Pro, non vuoi fermarti davanti a niente e nessuno. Tranne, a volte, l’incertezza.

Si potrebbe infatti cominciare da Pathos, in effetti un remake dell’originale, validissimo.

Oppure da iNetHack2, in tutto e per tutto l’esperienza dell’originale.

Il fatto è che, per cominciare, con Pathos si impara più in fretta. Ma sono certo che con l’andare del gioco, la sua interfaccia maggiormente verbosa (in senso visivo) diventerà pesante.

9 ott 2020

Poterselo permettere

Il panorama cambierà drasticamente nei prossimi giorni, non c’è dubbio. Noto comunque che oggi la prima pagina del sito Apple non contiene neanche un riferimento a iPhone, l’oggetto che produce i due terzi del fatturato, l’apparecchio per il quale Apple trascurerebbe Mac.

Non ci sono neanche Mac. watch ha molto spazio e poi iPad Air, appena uscito in edizione rinnovata. Fanno presenza anche servizi e contenuti.

Chi continua a usare i criteri degli anni novanta per giudicare Apple può solo prendere atto che il mondo è cambiato e bisogna cambiare anche i criteri.

8 ott 2020

Grand Hotel Excel

Non è tanto che il governo britannico si sia dimenticato per strada sedicimila vittime del virus a causa di un file Csv portato in Excel per creare un file in formato .xsl, troppo antiquato per funzionare.

È un po’ di più la fissazione di usare Excel come se fosse il programma tuttofare. Buono per gli scadenziari così come per elaborare big data, il perfetto alibi per l’ignorante che rifiuta di padroneggiare uno strumento adatto al suo lavoro, tanto c’è Excel.

7 ott 2020

Advert different

Man mano che si avvicina il momento in cui iOS offrirà agli utilizzatori il controllo sul loro tracciamento da parte delle app a scopi pubblicitari, tema nascosto e immenso che dovrebbe ricevere molta più attenzione, aumenta il fuoco avverso.

Il Chief Revenue Officer (attenzione alla carica, dice molto) David Fischer di Facebook ha dichiarato che i modelli di business basati sulla pubblicità personalizzata sono sotto assalto da parte di Apple. E fin qui, ognuno tira l’acqua al suo mulino. Ma poi:

6 ott 2020

L’anello mancante

Quel filmato .mov forse andrebbe convertito in Mpeg-4 per avere la sicurezza di una compatibilità totale. Solo che per motivi misteriosi non trovo Handbrake sul disco.

Decido di farne a meno.

trovo in tre secondi un comando da dare a ffmpeg nel Terminale. Non trovo ffmpeg, ma possiedo l’anello mancante, quello che connette il mio primitivo uso dell’interfaccia grafica all’evoluta filosofia di Unix: Homebrew.

Senza l’anello mancante rimarrei al palo. In pochi minuti HomeBrew dirime decine e decine di dipendenze, pacchetti accessori, pulizie autunnali, aggiorna perfino Mutt che non c’entra niente, manca solo che mi ordini una pizza.

4 ott 2020

Senza tante storie

MacRumors nota le gratifiche che Tim Cook e altri dirigenti chiave di Apple hanno ricevuto per il loro rendimento lavorativo. Di solido non c’è neanche un dollaro; sono tutte opzioni di riscatto di azioni, esercitabili da qui al 2025.

Se l’andamento di Apple sarà positivo, potrebbero diventare decine di milioni di dollari; molto meno in caso contrario. Negli Stati Uniti è una prassi consolidata di compenso, che mira a favorire la permanenza in azienda dei più validi.

2 ott 2020

Uno su sei cifre ce la fa

Gira molto il resoconto delle sei cifre in sei giorni di Traf, dopo il suo exploit di vendita di icone per iOS 14 in ragione, appunto, di oltre centomila dollari in meno di una settimana.

Nella sua presenza su Internet lui ostenta una estrema trasparenza e dichiara senza problemi che nella realtà i suoi sei giorni sono cominciati sette anni fa, quando ha venduto le sue prime icone su Cydia per diciassette dollari totali.

1 ott 2020

Un caso da manuale

C’è un MacBook Pro che deve usare un certo programma di VPN per entrare in una intranet e lavorare.

Il software di VPN si installa, ma non si collega. I controesempi e le prove incrociate sembrano puntare a una incompatibilità con quella versione di macOS.

La pagina ufficiale del software dichiara la compatibilità totale (tutte le funzioni a disposizione) del programma Vpn con quella versione del sistema operativo. Dal supporto tecnico e dalla documentazione arrivano zero indicazioni utili. È evidente che qualcosa non torna nelle dichiarazioni della software house.