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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

11 apr 2020

Una nuova carriera per Alice e Bob

Chi ha frequentato l’informatica quando era disciplina esoterica, che si sviluppava di pari passo con gli entusiasmi di chi si cimentava, conosce bene Alice e Bob.

Erano i figuranti, le cavie, le vittime di esperimenti, esempi, prove su strada. Più di tutto, erano famosi per le loro interpretazioni della cifratura a chiave doppia: Alice cifra il messaggio con la chiave privata, lo manda a Bob, che prende la chiave pubblica di Alice eccetera eccetera.

10 apr 2020

Gli assenti hanno torto

A seguito del dibattito sulla didattica a distanza, recepisco tutti i distinguo che vengono fatti; la faccenda coinvolge milioni di persone tra studenti e docenti, è per forza complessa e priva di soluzioni semplici e ovvie.

Una obiezione però non la capisco e andrebbe tolta dal tavolo: lo hanno detto anche i sassi, un terzo degli studenti non ha un computer.

Sì, e allora? Diamoglielo. Non è una scusa per seppellire la didattica digitale, è una colpevole omissione della scuola e di chi le sta dietro.

9 apr 2020

Del doman la biometria

All’ennesima messa in discussione del riconoscimento facciale come buona pratica di sicurezza personale, in tempi di sedicenti mascherine con la propria faccia stampata (sedicenti perché non ci sono ancora) e di performance artistiche che metterebbero in discussione l’intera tecnologia, mi permetto di fare notare che la sicurezza non è mai stata una faccenda del cento percento, né mai lo sarà. Piuttosto, si passa da sistemi sicuri a sistemi ancora più sicuri, nel tempo. C’è una evoluzione. Le tecnologie si avvicendano.

8 apr 2020

Sentenzia da casa

Perfino l’asilo della primogenita ha improvvisato comunicazione e distanza tra le maestre e i piccoli. La scuola si è trovata circa inesistente nel momento in cui le aule sono diventate inaccessibili e tra le maestranze c’è fermento, sia positivo che negativo.

Si possono leggere su Facebook post ad alta densità di insegnanti e si scopre quanto sia composita la categoria.

Non conosco lo stato delle cose da dentro, visto dal docente professionista, che ha da misurarsi con il ministero, il programma e mille burocrazie.

6 apr 2020

Internet come Dio comanda

Ho toccato il tema tangenzialmente un paio di volte e sono contento che Joshua Topolsky lo abbia preso di petto nello scrivere Grazie al cielo c’è Internet.

Non è solo per i servizi o per le comodità che porta. Internet, è tutto ciò che ne utilizza le condutture, è veramente diventato la linea di contatto con il resto dell’umanità. Non in modo astratto. Nella realtà.

C’è tutto di quello che avrei scritto volentieri, naturalmente a un livello ben superiore. Sua figlia di sei anni che impara a disegnare elefanti, la collaborazione, l’umorismo, i confronti, gli scambi, anche i film o i videogiochi come è ovvio.

5 apr 2020

L’insofferenza

Le sacche di analfabetismo informatico che abbiamo in Italia normalmente ricalcano Totò e Fantozzi, la farsa nella tragedia e viceversa.

Ora però è diverso. Si deve pensare a che cosa sarebbe questo periodo senza Internet. Senza le videoconferenze. Senza la rete che continua a consentire la comunicazione anche quando tutti stanno a casa. Senza i computer che lavorano senza sosta a supporto degli scienziati che cercano una cura.

Gli analfabeti sono quelli che ti hanno un po’ riso dietro o avversato in modo che non dovesse capitare anche a loro di usare la tecnologia; quelli dell’odore della carta; quelli della scuola democratica che smette di essere tale se avviene a distanza. Ora, che cavolo sarebbe la scuola democratica? Quella dove i genitori votano le pagelle? O eleggono i docenti?

4 apr 2020

Sulla distanza

IPad ha appena compiuto dieci anni come epitome del computer modulare e in questi giorni lo uso sempre più spesso.

Così mi accorgo di dove lo stato dell’arte è ancora inferiore a Mac: oggi, per esempio, Editorial ha stentato alle prese con un file testo ostico, da due megabyte. C’era di mezzo anche la sincronizzazione con Dropbox, ma non ci sono scuse: su Mac un file di testo da due megabyte neanche inizia a essere un problema.

3 apr 2020

Più di un pesce

Poca enfasi quest’anno sui pesci d’aprile ed è facile capire perché. Nondimeno c’è chi ha voluto se non altro liberare la mente e si è cimentato nel progetto di fare funzionare una applicazione Swift su Mac OS 9 Classic.

Il resoconto è puntuale è incredibile. Salta fuori che AIX condivideva più dell’immaginabile con Mac OS 9 e che esiste un emulatore di Macintosh Programmer’s Workshop, oramai un grimorio da leggenda per chi impegnava un metro cubo di libreria con quei sei fascicoli di manualistica.

2 apr 2020

Cortesie per gli hosting

La primissima fase della mia transizione web da MediaTemple a Linode, da un ambiente di hosting a una macchina virtuale Linux, ha avuto successo: il blog è tornato visibile.

Ha voluto dire scegliere una distro Linux, configurare il networking, impostare Dns, attivare un firewall, configurare un server web, cambiare i privilegi di accesso di sezioni della macchina eccetera. Tutto via riga di comando, talvolta con BBEdit in connessione remota, talvolta con nano.

Niente di clamoroso; qualunque amministratore di sistema lo fa a memoria, da mattina a sera, con una mano sola e senza guardare.