Secondo StatCounter il quaranta percento del
traffico di rete Mac riguarda High Sierra, il venti Sierra (arrotondo), il diciassette El Capitan, l’undici Yosemite, il resto briciole.
Giuro che nel giro di poche ore ho ricevuto due interpretazioni di questi dati da altrettanti amici.
La prima: c’è una vasta fronda di utenti che si oppongono al passaggio alle versioni più recenti del sistema per protesta o per evitare bug.
La seconda: Apple pratica obsolescenza programmata e costringe gli utenti ad aggiornare i Mac contro la loro volontà.
Tutte le volte che leggo un’
intervista a Jeff Vogel, come
quella appena uscita su Geekwire, ne esco di umore migliore.
Ricevo da Stefano e con gratitudine riproduco:
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Per vari motivi in questo periodo sono tornato sui banchi di scuola, con appunti, slide, compiti a casa eccetera, dopo più di vent’anni di assenza.
Entri nel sito
Pampers e decidi di autenticarti con l’account Twitter.

Il messaggio di errore spiega che sono rimasti alla vecchia versione delle interfacce di collegamento con Twitter e devono (ancora) aggiornare.
Come faccio a spiegare a Pampers che sono lì per la seconda figlia?
Molto intrigante l’annuncio dell’
integrazione tra Core ML e Watson di Apple e Ibm, perché aggiunge una dimensione nuova a quella che chiamerò intelligenza artificiale per comodità, anche se trattasi di
attività di livello inferiore.
Per mettere le cose in prospettiva, dieci anni fa quello di cui stiamo per parlare
non esisteva.
Il passaggio che mette il compagno di squadra in condizione di segnare.
Un dettaglio non raccontatissimo della
vita di Stephen Hawking è che il primo computer a fare girare un programma per mantenerlo in condizioni di comunicare con il mondo esterno è stato
un Apple II.
Invece di un codardo confronto con Kindle, Charles Maurer osa titolare su Tidbits
Meglio che la pagina stampata: leggere su iPad.
Bel pezzo di John Gruber che risponde alla domanda
Perché Samsung non ha ancora levato il jack audio dai suoi computer tascabili?.
Mi scuso per andare un momento fuori tema e per entrare in tecnicismi forse eccessivi. Solo che, lo avevo magari già detto, sono un sostenitore dell’
intelligenza artificiale forte: sono convinto che avremo un giorno computer, reti, apparati con coscienza di sé e capaci di chiacchierare con vera partecipazione assieme a un umano (no, il
test di Turing è molto più banale).