Quel gran pezzo dell’iMore
Gran pezzo, quello dedicato da iMore al proprio sondaggio sulle abitudini dei portatori di watch. Gran pezzo che mostra come fare buona informazione via rete e contiene di per sé un sacco di nozioni di interesse.
Gran pezzo, quello dedicato da iMore al proprio sondaggio sulle abitudini dei portatori di watch. Gran pezzo che mostra come fare buona informazione via rete e contiene di per sé un sacco di nozioni di interesse.
Sul finire dell’estate arrivano le banalità assolute. Intuizione notturna: chiedersi se i prodotti Apple costino tanto, poco, giusto, è esercizio sterile.
Chiedo scusa per la pessima inquadratura, effettuata in pieno sole contro una vetrina che era tutta un riflesso.
Neanche quest’anno ci sarà tempo per occuparsi di tutte le cose interessanti. Scopro or ora che si lavora a uno spork di FreeBsd chiamato NeXTBsd.
Mi riferisco alla decisione di Chrome, che da oggi inizia meritoriamente a bloccare in automatico i contenuti web non rilevanti per la pagina erogati in Flash.
Si gioca per vincere. Ho vissuto di basket e la sconfitta è una esperienza utilissima, per capire i tuoi errori e provare a vincere la volta dopo. Ho infilato monete in gran numero in certi videogiochi da bar dove era chiaro che ci fosse una fine. Guardo Angband con tranquillità solo da quando ho sconfitto a duello Morgoth.
Per la categoria da riscoprire segnalo Inventing the Lisa User Interface, articolo lungo quanto serve per essere accurato e breve il giusto per essere preso con leggerezza.
Tra gli avvenimenti di rilievo di questa estate metterò in archivio anche la quasi rottura, quasi simultanea, dei cavetti Usb-iPhone (connettore Lightning) e Usb-iPad (30 pin).
Rientro per un momento dalla pausa agostana per notare che, riporta Android Police, inserire al contrario lo stilo di serie nell’alloggiamento di un Galaxy Note 5 ha buone possibilità di danneggiare irreparabilmente un meccanismo interno di riconoscimento che fa partire automaticamente applicazioni quando lo stilo stesso viene estratto e altre cose così.
Prendo atto che, in una situazione di connessione vergognosa, sono riuscito a usare Gmail in versione web (e in versione base, solo Html senza magie varie), mentre per la posta iCloud non c’è stato verso.