Sugli aspetti tecnologici di Perseverance e della sua missione su Marte si può ancora dire qualcosa. Per prima, la battuta più risaputa:
Marte è diventato il secondo pianeta ad avere più computer Linux che Windows.
Meno noto forse il fatto che il laboratorio scientifico Curiosity sia
equipaggiato con un processore PowerPC G3. E che il
sistema operativo sia lo stesso usato per le basi wireless Airport Extreme.
Sul
gruppo Slack associato a questo blog è già stato fatto notare che tutti i portatili presenti nella
sala di controllo dell’ammartaggio (ma si può?) di Perseverance sono Mac e quindi ci si passa sopra.
Siccome dovrei anche fare il giornalista ogni tanto, aggiungo un dettaglio non ovvio ai più:
la versione di macOS usata.
È giustamente passato più inosservato il lavoro di un fotografo professionista che, per conto di Cnet, ha messo a confronto un MacBook Pro M1 (quindi un modello base) con un PC superconfigurato, entrambi al lavoro su Photoshop e Lightroom.
Ora non trovo link e probabilmente se li trovassi non funzionerebbero più, tuttavia ricordo distintamente diverse critiche rivolte ad Apple per la decisione di non divulgare il codice sorgente di Newton una volta chiusa la sua produzione.
La verità è che, del tutto involontariamente, Newton è stato il banco di prova per arrivare a iPhone. L’interazione tramite schermo, il riconoscimento della scrittura a mano, la miniaturizzazione e molto altro sono tutte tecnologie precise oppure di area che in prima battuta o in un tempo successivo sono tornate tutte.
Il vero spirito di Internet, quello di una volta per chi si senta addosso la voglia di fare nostalgia, si ritrova un
Radio.Garden, sito meraviglio per sense of wonder, poesia, coefficiente di riutilizzo.
Un mappamondo e tanti puntini. Ogni puntino è una radio. Il clic sul puntino… non c’è bisogno di spiegare.
Possibilità infinita di sorprese, serendipità a mille, il gusto di uscire dalla comfort zone per sentire che cosa accadrà. Meno social, più siti di scoperta e recupero della meraviglia. È per questo che è nata la rete.
Cresce l’attesa per iOS 14.5, la versione di sistema operativo per iPhone che farà chiedere alle app il permesso di tracciare arbitrariamente le persone nella loro navigazione in giro per Internet.
Sembra una cosa normale; ci possono intercettare le comunicazioni oppure tenere d’occhio quando andiamo per strada, ma lo possono fare solo soggetti preposti (come le forze dell’ordine) e che abbiano ricevuto una autorizzazione specifica. Almeno in teoria; lo stato ha dimostrato una scarsa capacità di proteggere le persone.
Ignoravo che fossimo arrivati all’ipertasto fino a quando MacSparky mi ha illuminato.
L’ipertasto significa
usare Blocco Maiuscole o un altro tasto di preferenza in modo che equivalga alla pressione simultanea di Maiuscole, Control, Opzione e Comando. Operazione, riferisce MacSparky, oggi ancora più facile che in passato, grazie ai programmi giusti per intervenire sulla mappatura della tastiera
Chiaramente, l’ipertasto permette di creare un numero consistente di nuove comandi da tastiera, prima impossibili.
A seguito di
un nuovo iPhone entrato in casa, la famiglia può giovarsi di tre mesi di prova gratuita di
Arcade. Una figlia ha passato i sei anni, l’altra i tre, un’occhiata al servizio l’ho data.
App Store, rispetto a Google Play Store, fa la figura di un centro urbano rispetto a una favela (con tutto il rispetto per chi abita quelle reali, certamente non per scelta). Ci sono problemi, ci sono strade da evitare, tutto potrebbe (sempre) andare meglio, ma ti puoi anche rilassare, fare cose utili, divertirti.
Di gran valore il rapporto annuale di Backblaze sull’affidabilità dei dischi rigidi dentro il suo datacenter. Rapporto annuale, non trimestrale.
Di gran valore perché il dato annuale del 2020 viene confrontato con 2019 e 2018 e, per esempio, si vede che l’affidabilità totale dei dischi è di molto migliorata. Nei commenti si cerca di capire quali possano essere le ragioni e non è semplice.
Nei dati si nota un modello Seagate da diciotto terabyte che vanta, si fa per dire, un tasso di guasto annuale un ordine di grandezza sopra tutti gli altri. Il suo intervallo di confidenza è amplissimo, il che significa inaffidabilità del suo tasso di guasto. Il disco in questione ha totalizzato più di cinquemila giorni/disco di funzionamento. Ma il tasso di guasto è inaffidabile. Non dico altro, per non fare io il disco rotto.
Un colpo secco che a un orecchio distratto avrebbe potuto anche sembrare un’arma ad aria compressa. Uno degli iPhone familiari è appena caduto sulla piastrella del bagno perfettamente di piatto, dalla parte sbagliata. I testimoni oculari mi dicono che lo schermo ha dato un ultimo lampo di luce azzurrina e poi si è spento.
Il cristallo è perfettamente integro, solo che la caduta è stata eccessivamente precisa e si è rotto qualcosa dentro. L’apparecchio non reagisce ad alcuna terapia.
Mi sono appena ricordato di avere regolarmente pagato la quota annuale di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti e di dover ancora attaccare il bollino sulla tessera.
Una volta la procedura era assai analogica: l’Ordine spediva a casa il bollino, stampato su carta adesiva. Appiccicavo il bollino sulla tessera.
Oggi è giusto fare queste cose in digitale, per risparmiare risorse e tempo.
Così mi devo collegare al sito dell’Ordine, scaricare il bollino, stamparlo, ritagliarlo e appiccicarlo sulla tessera.