Vari siti sono in fermento perché iPhone 12 mini avrebbe venduto poco.
Per Ars Technica, si è trattato del
flop 2020 per le vendite di Apple; gli analisti sarebbero a discutere se ad Apple convenga fare un 13 mini l’anno prossimo.
Per creare un minimo di contesto: i dati di riferimento sono quelli del trimestre natalizio, record di sempre complessivo e soprattutto per il fatturato di iPhone, oltre sessantacinque miliardi di dollari, il diciassette percento in più dello stesso periodo un anno prima. Siccome si parla di qualche decina di milioni di apparecchi, non mi stupisce che uno possa avere venduto meno degli altri. Indizio: quando hai più di un modello, ce ne sarà sempre uno che vende meno degli altri. Avrà venduto meno del previsto? Può essere. Con queste cifre, probabilmente qualcosa avrà anche venduto più del previsto. La notizia, se c’è, sembra da estrarre con più sforzo del petrolio dagli scisti bituminosi.
A un certo punto arriva comunque quello che deve modificare il file Pdf. Un po’ come al ristorante quando vede il pesce spada grigliato e chiede di averlo come sashimi.
In qualche modo, con
LibreOffice, si riesce anche a fare qualcosa di buono se la codifica del Pdf è misericordiosa a sufficienza e ci risparmia i problemi di font. Sono rimasto sorpreso dalla bontà della funzione, che ovviamente fa quello che può; non era scontato, comunque. Rispetto a
Inkscape, che può fare le stesse cose, è un bel po’ avanti.
Tema banale quest’anno, trovare modo di seguire il Super Bowl in diretta, grazie alla copertura Rai. Non amo i commentatori italiani di stato sul football americano (sarebbero stati meglio quelli della televisione commerciale) e così, complice la VPN di Ivacy, ho ascoltato gli americani via Cbs.
Trattavasi brutalmente del confronto tra il veterano quarterback-leggenda e la giovane stella emergente. Anche quando ero ragazzino, forse suggestionato dalle imprese dell’Olimpia di Mike D’Antoni e Dan Peterson, in questa situazione ho sempre tifato per la prosecuzione della leggenda, che sfida la legge del tempo che passa. Leggenda che oltretutto, quest’anno, aveva i pronostici a sfavore.
Un recente aggiornamento a Raspberry Pi OS aggiunge alla lista dei repository (i depositi) di codice un server Microsoft, ufficialmente a supporto degli utenti di Visual Studio.
Il diavolo non sta qui.
Viene aggiunta anche una chiave GPG di Microsoft usata per firmare digitalmente i pacchetti software. Quello che Microsoft aggiunge al repository verrà automaticamente considerato affidabile dal sistema operativo.
Il diavolo non sta neanche qui.
Il nuovo repository viene aggiunto alla lista anche se viene effettuata una installazione minimale del sistema, senza interfaccia grafica, al minimo indispensabile.
Come pensiero della notte, questa
considerazione di Matt Birchler:
Il mio lavoro quotidiano è un misto tra designer e product owner e non sarei in grado di svolgerlo da un iPad. […] Inoltre mi occupo di un canale YouTube e, mentre posso fare sul mio iPad la maggior parte del lavoro necessario, mi ritrovo a gravitare verso il mio vecchio Mac mini. Potrei svolgere il lavoro da iPad, eppure scelgo di farlo su un Mac molto più lento.
I Mac M1 hanno già fatto il botto e ne faranno presto altri. È utile ricordare che la tecnologia sottostante è la stessa del 1993, quando uscì Newton MessagePad.
Su Twitter è apparso un bel racconto di un entusiasta che
affrontò un viaggio della speranza pur di avere una delle primissime unità in vendita. C’era affollamento, ma sicuramente non le code che poi abbiamo visto con iPhone.
L’esperienza di Newton è stata incredibile e una delle mie migliori decisioni rimane la vendita del PowerBook Duo per usare come portatile un MessagePad 2100 appena uscito di produzione. Durò molti anni, l’ho in casa, si accende e la batteria ancora regge.
È scioccante contare le persone che osservano un’interfaccia al lavoro con la competenza in design del pompiere, l’esperienza del surfista e la consapevolezza del bibliotecario, e decretano se e quanto sia intuitiva.
(Mestieri bellissimi, importanti, massimo rispetto, però il design c’entra fino a un certo punto e specialmente quello delle interfacce).
Più o meno il livello del giudizio sta attorno a io (non) ho capito subito e quindi.
Uno dei grandi designer italiani,
Bruno Munari, ha lasciato testimonianze straordinarie del suo lavoro con i bambini.
Al termine della giornata di lavoro più lunga del 2021 mi sono comunque preso due minime soddisfazioni: ho avviato un lavoro su
AirTable, che sembra promettente, e siccome
NetNewsWire su Mac dopo un aggiornamento recente accetta account
Feedly, mi trovo con gli Rss perfettamente sincronizzati su tutti i miei sistemi per quella che al momento è la mia configurazione preferita.
Non sono esattamente le gratificazioni che segnano una vita (ci sono sempre i commenti da sistemare qui sotto), però è qualcosa di imparato più qualcosa di progredito, e non sono ancora le due. Andassero così tutte le giornate.
Si parla molto di un nuovo social esclusivamente audio, per ora solo a invito, per ora solo su iPhone (se provi seriamente qualcosa di nuovo, lo fai su una piattaforma seria).
Potrebbe avere un grande successo. I podcast si sono rivelati in questi anni un veicolo eccellente per comunicare le proprie idee e in fin dei conti la proposta è un ambiente di podcast con maggiore interattività.
Potrebbe essere un grande flop. I social nascono per nutrire l’ego delle persone e poche cose gonfiano l’ego più di parlare. Al tempo stesso però, le persone si stufano in fretta di fare gli spettatori. Vogliono gonfiarsi l’ego anche loro. Difatti Facebook ha prosperato grazie alla sua abilità di confezionare una finta interazione degli spettatori con il parlatore. Vedo tre righe, metto un like, siamo tutti e due contenti, mi metto a scrivere le mie tre righe aspettandomi un like, che arriva. C’è un equilibrio. Che si farà più fatica a raggiungere con l’audio; non sto a sentirti dieci minuti per metterti un like.
Se la storia della ferrovia cinese che funziona grazie a Flash e
viene fatta funzionare ancora grazie a una copia pirata di Flash sembra un record insuperabile, ecco, citerei Lovecraft:
col volgere di strani eoni anche la morte può morire. Figuriamoci se l’imbecillità Flash-indotta ha un limite.
Difatti, mi si ingrippano le dita a scriverlo, il
South African Revenue Service (Sars, neanche beneaugurante) raccoglie le dichiarazioni dei redditi dei cittadini sudafricani grazie a Flash.