Da quando avevo segnalato al volo
l’esistenza di un foglio Google condiviso per raccogliere dati sulla prestazioni dei giochi in ambito M1 la situazione si è evoluta.
Ora abbiamo il sito
Apple Silicon Games in tutto il suo splendore, con oltre quattrocento giochi messi alla prova, motore di ricerca interno e note aggiuntive varie su prestazioni, Mac, financo controller.
La striscia di informazioni e di segnalazioni inizia ad allungarsi; è già significativo di per sé che succeda qualcosa del genere. In altre circostanze, nemmeno si sarebbe pensato alla mera installazione di giochi su Mac.
Si avvicina la fine dell’anno e giustamente si smaltiscono le ultime assurdità.
Mi ero appena ripreso dal
plugin di WordPress che rifiuta i nomi file con il trattino.
Oggi ho un file Excel che si visualizza in modo anomalo su Numbers e pure su LibreOffice.
Il file contiene, rullo di tamburi, tre colonne di testo per una ottantina di righe. Excel riesce comunque a operare una qualche magia per complicarne la fruizione in un altro programma.
Ogni tanto emerge in Europa un dibattito sullo strapotere delle multinazionali e di come esse condizionino governi ed enti pubblici grazie al loro potere di pressione.
Poi leggo che lo Stato della California lancia la sua app di tracciamento contatti per il contrasto alla pandemia, app che si aggancia al framework messo a punto congiuntamente da Apple e Google e usato, per esempio, nella nostra
Immuni, l’App Che Stranamente Non Ha Risolto La Crisi Coronavirus Da Sola.
Il tempo dello scripting, naturalmente. I calendari dell’Avvento a tema informatico sono più vivi che mai e ne ho scovati diversi.
Quello che mi piace di più resta
Advent of Code:
un calendario dell’Avvento di piccoli enigmi da programmazione per ambiti e capacità di livello variegato, risolvibili in qualsiasi linguaggio di programmazione a piacere […] Per partecipare non serve una preparazione informatica ma un pizzico di conoscenza della programmazione e qualche capacità di problem solving; chi li possiede arriverà lontano. […] Qualsiasi problema ha una soluzione che si completa al massimo in una quindicina di secondi su hardware di dieci anni fa, quindi non serve un computer particolare.
Il 10 settembre 2013,
ricordava Jean-Louis Gassée, Apple annunciò il processore A7 per iPhone 5S, il primo a sessantaquattro bit per iOS.
Patrick Moorhead
twittò i 64 bit aggiungono al massimo più memoria e più registri. Punto.
Oggi M1 esce mentre la serie A è arrivata al numero quattordici. Patrick Moorhead ha criticato aspramente i nuovi Mac con M1 per varie ragioni, tra le quali la
mancanza di connessione 5G (più lo rileggo, più è sensazionale).
Non ora; è comunque chiaro che prima o poi mi arriverà in casa un Mac Apple Silicon, con M1 o chissà.
Sarà bene ricordare che
cambiano le modalità di startup cui abbiamo fatto l’abitudine per vent’anni o circa.
Il più delle volte si tratta di tenere premuto il pulsante di accensione fino a che si vede il caricamento di un menu di opzioni di partenza; molto di quello che c’era è reperibile dentro il menu.
Io lo so che WordPress fa funzionare un terzo dei siti di tutto il mondo, che lo usano milioni di persone, che è una piattaforma di successo planetario eccetera. Rispetto tutti e vedo siti enormi e bellissimi fatti con WordPress.
Però ecco, ieri ho perso un’ora per capire come mai non riuscivo ad aggiungere una discussione a un forum innestato in WordPress grazie all’ennesimo plugin, presumo messo a punto dal
Professor Nefario.
Note sulla
multa di dieci milioni di euro inflitta ad Apple dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.
La multa punisce due pratiche scorrette. La prima è stata pubblicizzare vari modelli di iPhone come resistenti all’acqua secondo le specifiche di uno degli standard in vigore, senza precisare che i valori delle specifiche (per esempio, immersione a una profondità massima di due metri per massimo trenta minuti) riguardano prove condotte in acqua statica e pulita e quindi non rispecchiano le situazioni reali vissute dai consumatori.
Della trilogia dedicata da MelaBit al Cnr, decisamente con accenti tolkieniani quando si parla della lotta tra Bene e la Burocr… il Male, a me piace tantissimo e soprattutto il capitolo sull’
estrazione del testo da Pdf.
Mostra come veramente il computer possa diventare un amplificatore di intelligenza, se decidiamo di investirne un pezzo di nostra invece di limitarci a usare cose fatte da altri, per quanto geniali.
Gli altri due capitoli mostrano altrettanti modi possibili di buttarla via l’intelligenza, e dell’ingegno che va messo per fare comunque il proprio dovere seppure in un ambito dove il pensiero dominante va in direzioni differenti. Fanno da contraltare eccellente all’uso creativo e puntuale di
R e
RStudio Desktop, con una spruzzata di
awk e
LaTeX. Da leggere e studiare, per non diventare preda delle Forze Oscure che abitano empi uffici di enti pubblici.
Continuo a leggere cose su M1 per via di un effetto speciale: c’è più divulgazione su come funzionano i processori di quanta se ne sia mai vista dai tempi del 6502 di Apple ][. Parlare di che cosa c’è dentro un processore è diventato interessante, perché in questo caso gli altri processori sembrano indietro di un giro e forse più.
Parlare di processori è riduttivo perché, come
scrive Erik Engheim,
M1 non è una CPU, è un intero sistema composto da numerosi chip su una ampia piattaforma di silicio. La CPU è solo uno di questi chip.