Di gran valore il rapporto annuale di Backblaze sull’affidabilità dei dischi rigidi dentro il suo datacenter. Rapporto annuale, non trimestrale.
Di gran valore perché il dato annuale del 2020 viene confrontato con 2019 e 2018 e, per esempio, si vede che l’affidabilità totale dei dischi è di molto migliorata. Nei commenti si cerca di capire quali possano essere le ragioni e non è semplice.
Nei dati si nota un modello Seagate da diciotto terabyte che vanta, si fa per dire, un tasso di guasto annuale un ordine di grandezza sopra tutti gli altri. Il suo intervallo di confidenza è amplissimo, il che significa inaffidabilità del suo tasso di guasto. Il disco in questione ha totalizzato più di cinquemila giorni/disco di funzionamento. Ma il tasso di guasto è inaffidabile. Non dico altro, per non fare io il disco rotto.
Un colpo secco che a un orecchio distratto avrebbe potuto anche sembrare un’arma ad aria compressa. Uno degli iPhone familiari è appena caduto sulla piastrella del bagno perfettamente di piatto, dalla parte sbagliata. I testimoni oculari mi dicono che lo schermo ha dato un ultimo lampo di luce azzurrina e poi si è spento.
Il cristallo è perfettamente integro, solo che la caduta è stata eccessivamente precisa e si è rotto qualcosa dentro. L’apparecchio non reagisce ad alcuna terapia.
Mi sono appena ricordato di avere regolarmente pagato la quota annuale di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti e di dover ancora attaccare il bollino sulla tessera.
Una volta la procedura era assai analogica: l’Ordine spediva a casa il bollino, stampato su carta adesiva. Appiccicavo il bollino sulla tessera.
Oggi è giusto fare queste cose in digitale, per risparmiare risorse e tempo.
Così mi devo collegare al sito dell’Ordine, scaricare il bollino, stamparlo, ritagliarlo e appiccicarlo sulla tessera.
Vari siti sono in fermento perché iPhone 12 mini avrebbe venduto poco.
Per Ars Technica, si è trattato del
flop 2020 per le vendite di Apple; gli analisti sarebbero a discutere se ad Apple convenga fare un 13 mini l’anno prossimo.
Per creare un minimo di contesto: i dati di riferimento sono quelli del trimestre natalizio, record di sempre complessivo e soprattutto per il fatturato di iPhone, oltre sessantacinque miliardi di dollari, il diciassette percento in più dello stesso periodo un anno prima. Siccome si parla di qualche decina di milioni di apparecchi, non mi stupisce che uno possa avere venduto meno degli altri. Indizio: quando hai più di un modello, ce ne sarà sempre uno che vende meno degli altri. Avrà venduto meno del previsto? Può essere. Con queste cifre, probabilmente qualcosa avrà anche venduto più del previsto. La notizia, se c’è, sembra da estrarre con più sforzo del petrolio dagli scisti bituminosi.
A un certo punto arriva comunque quello che deve modificare il file Pdf. Un po’ come al ristorante quando vede il pesce spada grigliato e chiede di averlo come sashimi.
In qualche modo, con
LibreOffice, si riesce anche a fare qualcosa di buono se la codifica del Pdf è misericordiosa a sufficienza e ci risparmia i problemi di font. Sono rimasto sorpreso dalla bontà della funzione, che ovviamente fa quello che può; non era scontato, comunque. Rispetto a
Inkscape, che può fare le stesse cose, è un bel po’ avanti.
Tema banale quest’anno, trovare modo di seguire il Super Bowl in diretta, grazie alla copertura Rai. Non amo i commentatori italiani di stato sul football americano (sarebbero stati meglio quelli della televisione commerciale) e così, complice la VPN di Ivacy, ho ascoltato gli americani via Cbs.
Trattavasi brutalmente del confronto tra il veterano quarterback-leggenda e la giovane stella emergente. Anche quando ero ragazzino, forse suggestionato dalle imprese dell’Olimpia di Mike D’Antoni e Dan Peterson, in questa situazione ho sempre tifato per la prosecuzione della leggenda, che sfida la legge del tempo che passa. Leggenda che oltretutto, quest’anno, aveva i pronostici a sfavore.
Un recente aggiornamento a Raspberry Pi OS aggiunge alla lista dei repository (i depositi) di codice un server Microsoft, ufficialmente a supporto degli utenti di Visual Studio.
Il diavolo non sta qui.
Viene aggiunta anche una chiave GPG di Microsoft usata per firmare digitalmente i pacchetti software. Quello che Microsoft aggiunge al repository verrà automaticamente considerato affidabile dal sistema operativo.
Il diavolo non sta neanche qui.
Il nuovo repository viene aggiunto alla lista anche se viene effettuata una installazione minimale del sistema, senza interfaccia grafica, al minimo indispensabile.
Come pensiero della notte, questa
considerazione di Matt Birchler:
Il mio lavoro quotidiano è un misto tra designer e product owner e non sarei in grado di svolgerlo da un iPad. […] Inoltre mi occupo di un canale YouTube e, mentre posso fare sul mio iPad la maggior parte del lavoro necessario, mi ritrovo a gravitare verso il mio vecchio Mac mini. Potrei svolgere il lavoro da iPad, eppure scelgo di farlo su un Mac molto più lento.
I Mac M1 hanno già fatto il botto e ne faranno presto altri. È utile ricordare che la tecnologia sottostante è la stessa del 1993, quando uscì Newton MessagePad.
Su Twitter è apparso un bel racconto di un entusiasta che
affrontò un viaggio della speranza pur di avere una delle primissime unità in vendita. C’era affollamento, ma sicuramente non le code che poi abbiamo visto con iPhone.
L’esperienza di Newton è stata incredibile e una delle mie migliori decisioni rimane la vendita del PowerBook Duo per usare come portatile un MessagePad 2100 appena uscito di produzione. Durò molti anni, l’ho in casa, si accende e la batteria ancora regge.
È scioccante contare le persone che osservano un’interfaccia al lavoro con la competenza in design del pompiere, l’esperienza del surfista e la consapevolezza del bibliotecario, e decretano se e quanto sia intuitiva.
(Mestieri bellissimi, importanti, massimo rispetto, però il design c’entra fino a un certo punto e specialmente quello delle interfacce).
Più o meno il livello del giudizio sta attorno a io (non) ho capito subito e quindi.
Uno dei grandi designer italiani,
Bruno Munari, ha lasciato testimonianze straordinarie del suo lavoro con i bambini.