È ripreso il lavoro e, con esso, la caccia ai migliori strumenti per rendersi improduttivi.
Qui segnalo
enclose.horse, combinazione diabolica di semplicità e frustrazione.
Un cavallo si trova all’interno di un pascolo piuttosto labirintico e abbiamo a disposizione un numero limitato di barriere da disporre in modo da impedirgli la fuga.
Il problema è capire quale disposizione delle barriere recinta la superficie di pascolo maggiore.
In ogni momento, passando il puntatore sul cavallo, possiamo vedere se ha una via di fuga (e quindi andiamo male) oppure no. Se è no, potremmo, andare bene, ma sarà la soluzione migliore?
Tahoe ha ricevuto molte critiche nei confronti di Liquid Glass e delle
icone del Finder e sono classicamente d’accordo a metà con il mister. Sarà per la mia attitudine all’anarchia desktop, ma le trasparenze attraverso l’interfaccia non mi disturbano più di tanto.
Tutt’altra cosa è invece la scellerata decisione di aggiungere icone all’inizio di ogni voce di menu, o almeno di volerci provare.
Consiglio a chiunque, da qualunque punto di vista parta, di consultare la perfetta
analisi di Nikita Prokopov. Non voglio spoilerare troppo, ma è difficile davvero giungere a giudizi diversi dall’essere una cattiva decisione. C’è tutta una serie di concetti che va a farsi benedire e sono concetti che hanno reso Mac un’avanguardia e un oggetto superiore, dall’interfaccia umana alla coerenza all’accessibilità al bla bla bla. È inutile ripetere quello che Prokopov mostra più che bene con dovizia di esempi e analisi puntuali.
Chiedo scusa per l’uso privato del blog pubblico. Il fatto è che con il nuovo anno comincia la (mia) marcia di avvicinamento al
Super Bowl e
Playoff Scenario mi aiuta a tenere d’occhio la situazione man mano che il calendario scivola verso la seconda domenica di febbraio.
Assieme a
Plaintextsports, naturalmente.
Per il momento l’unico pronostico fattibile è potrebbe andare. Se peggio o meglio, lo sapremo presto.
Sempre parlando di
regali di Natale 2025, ho ricevuto con piacere due libri di Douglas Hofstadter:
Ambigrammia - Between Creation and Discovery, che avevo
anticipato, e
Surfaces and Essences - Analogy as the Fuel and Fire for Thinking.
Ambigrammia è una cosa carina e comunque interessante, dalla quale mi aspetto non molto più che delle riflessioni brillanti sull’essenza della creazione di scritte e glifi capaci di avere un doppio aspetto, magari simmetrico, magari esteticamente curato. Mi darà certamente tante cose che non possiedo ora, comunque secondarie.
Il contenuto tecnologico di questo Natale è stato modestissimo: un sostegno per iPhone da piazzare sul cruscotto,
MagSafe Car Mount di Coolpow.
Però è un oggetto serio e non credevo che fosse possibile. Il materiale è di buona qualità, i controlli per garantire la corretta posizione del sostegno sono validi e comodi da azionare, l’attacco magnetico di iPhone è forte il giusto.
Prima usavo un gadget regalatomi in qualche evento, un plasticone che alla terza uscita ha cominciato a perdere tenuta nel giunto per orientare il telefono. La sferetta ha cominciato a ballare nel suo alloggiamento e non che fosse un problema – in macchina uso praticamente solo le mappe e quelle vanno bene in orizzontale o verticale, non importa – però faceva tristezza.
La prima cosa da mettere a posto nel 2026. Piccola, a quelle meno piccole ci vogliamo arrivare, c’è un anno.
C’è qualche app che inibisce l’attivazione del salvaschermo su Tahoe. Fastidiosissimo, anche perché tendo a lasciare Mac nello stato in cui si trova per poi tornare finita un’incombenza o un giro fuori. I Led di adesso non hanno più il problema del burnout come una volta, ma ugualmente è seccante e poi sono watt che se ne vanno (se non parte il salvaschermo, lo schermo neanche si spegne dopo il tempo prestabilito).
Stante che magari qualcuno non lavora o non ha impegni particolari, ma quanti giorni potrebbe impiegare prima di identificare tutti i riferimenti presenti in
Floor 796?
E la cosa più sconvolgente è che viene aggiornato. Cinque giorni fa c’era qualcosa in meno e l’interfaccia dà conto dei giorni trascorsi dall’ultimo update. Il progetto è giunto a poco più di metà dell’obiettivo previsto.
Come sempre, più è inutile, più rincuora.
Per partire con le idee ben chiare quest’anno, iniziamo a mettere nella bisaccia
Screen Sizes, un perfetto prontuario per sapere tutto sulla componente schermo del proprio modello di iPhone (e di quelli altrui), iPad, iPod touch, Apple Watch, Vision Pro e Apple TV a partire proprio dalle dimensioni.
Anche per non ritrovarsi a chiedere informazioni elementari al chatbot di turno che smania dalla voglia di inventare qualcosa.
Da qui in avanti ho solo voglia di fare gli auguri, quindi prendo una licenza, vado offtopic e lascio una citazione dal poema cavalleresco inglese Sir Gawain and the Green Knight, rubata a
A Clerk of Oxford.
Che cosa ci portiamo nel tuffo verso l’ignoto 2026? Qualcosa per imparare, qualcosa di buon augurio, qualcosa di diverso. Non sono le regole della tradizione ma d’altronde neanche si buttano più le lavatrici vecchie dalla finestra.
Porto con me
Non-Zero Sum Games, un sito molto carino e molto approcciabile alla disciplina dei giochi win-win, appunto non a somma zero; ci sono situazioni innumerevoli in cui la collaborazione o la cooperazione porterebbero risultati più efficaci rispetto a un approccio individuale o egoistico, senza fregature.
Sarà vero? Sarebbe bello, se fosse. Il prezzo è giusto, i rendering sono freschi e accattivanti. L’idea di un
case Tangerine o Bondi Blue per Mac mini riconcilia un passato ardito e insieme leggero con la modernità e le forme essenziali di un Mac sempreverde.
Mentre scrivo faccio scambio di virus con le figlie e dispongo di meno energia di quella che richiederebbe una verifica attenta del tutto. Quindi, occhio a cliccare solo quando siamo sicuri oltre ogni ragionevole dubbio. Se fosse vero e qualcuno ordinasse davvero, una foto dell’oggetto reale sarebbe apprezzata.