Su che portante vogliamo basare quest’anno? Suggerisco: la complessità.
Un bell’esempio di complessità è costituito dai
Biochemical Pathways di Roche. Poster che se non ho capito male hanno una superficie di circa tre metri quadrati e rappresentano una panoramica delle reazioni chimiche all’interno delle cellule in varie specie e organi. Ne sono venuto a conoscenza grazie a un
post di John D. Cook.
I poster vengono aggiornati meticolosamente da una cinquantina di anni e sono stati distribuiti in centinaia di migliaia di copie, senza contare la consultazione digitale.
Da questa scrivania (polso, tasca, divano con tavoletta) è stato un anno emozionante, intendo a parte l’ovvio. Mi sono sposato il giorno prima che iniziasse il lockdown regionale, le figlie crescono impetuosamente, sul lavoro sono successe tante cose, più e meno buone, ma con saldo nettamente positivo. La parte sportiva di me ha dovuto scendere a compromessi notevoli e onestamente non vedo l’ora che sia possibile tornare a fare attività di squadra in modo ragionevolmente sicuro. Anche questo è stato cambiamento.
C’è bisogno di scrivere una edizione tecnologica delle
Lezioni americane di Calvino, che portino nel computing personale gli stessi valori ritenuti fondamentali dallo scrittore per la letteratura.
Le nuove lezioni porterebbero un lettore ad applicarsi sulla propria attività rapidamente e con profitto attraverso discipline atipiche e fuori dallo schema corrente: esempi che vengono in mente sono
Markdown,
LaTeX,
imagick,
emacs-org, ma ce ne sono a bizzeffe.
Uno che non conoscevo e voglio assolutamente portarmi nel nuovo anno, come Calvino avrebbe portato i suoi valori letterari nel nuovo millennio, è
ditaa, che traduce i diagrammi disegnati in Ascii (!) in rappresentazioni graficamente ineccepibili.
Sta per concludersi il 2020 e l’Italia rimane un Paese dal quale
è impossibile raggiungere in modo normale Gutenberg.org. Questo lockdown è cominciato poco dopo quello sanitario ma è molto peggiore.
Chiunque governi o faccia opposizione, se vuole avere un qualche mio voto futuro, riapra il sito di Project Gutenberg. Avesse qualche politico bisogno di informazioni, gutenberg.org contiene libri il cui copyright è scaduto, quindi liberamente distribuibili. Grazie.
Dimostrazione plastica del perché Apple non produrrà macchine dedicate al gaming mentre insisterà nello spingere prodotti che servono perfettamente una fascia molto vasta di persone su numerose attività, tra cui incidentalmente anche i giochi.
Novembre 2020, ci dice SuperData,
è stato il più lucroso di sempre per i giochi digitali. Le vendite hanno totalizzato la quota record di undici miliardi e mezzo di dollari tra computer, console e mobile.
Apple ha fatto un 2020
ben sopra i duecentosettanta miliardi di dollari, ma diciamo che siano duecentoquaranta, per arrotondare a venti miliardi al mese tutti i mesi. In altre parole, in termini di fatturato, Apple da sola è grande il doppio dell’intero mercato dei giochi digitali.
Considerazioni su un Natale vissuto più tecnologicamente del solito.
I programmi, ma specialmente i browser, dovrebbero avere per legge un elderly mode con pulsanti grandi come campi di patate e tooltip conseguenti. Massimo numero di comandi permessi, quello offerto dalla prima edizione di
Mosaic (già troppi).
I programmi di videoconferenza dovrebbero partire obbligatoriamente in modalità galateo: chiunque parli, silenzia automaticamente tutti gli altri per massimo un minuto. Passato un minuto, viene attivato a caso un altro partecipante. La modalità si disattiva da sola dopo che per un giro tutti hanno rispettato il limite di tempo da soli e si riattiva alla terza violazione della regola.
Tutti adesso parlano di 2021. Io penso che sarà un anno – informaticamente parlando – da ignorare o quasi.
Lato hardware, arriveranno altri Mac con processori Arm dopo M1. Ma lo sappiamo già.
Lato software, arriverà il
controllo dei tracciamenti pubblicitari da parte dell’utilizzatore. Anche questo lo sappiamo già. MacRumors segnala che nelle beta del prossimo aggiornamento di iOS
inizia ad apparire la finestra di dialogo più rivoluzionaria di questo secolo.

È molto probabile che la famiglia allargata si ritroverà oggi almeno per qualche momento grazie a
Jitsi e, considerato l’anno quasi trascorso, questo ne fa la mia app dell’anno a mani basse. Libera, liberante.
Natale è normalmente un momento ideale per giochi in rete locale, fisica o telematica, ma non quest’anno. Di giochi multiplayer ne ho suggeriti a tonnellate negli scorsi anni, Natale o non Natale; quest’anno trovo abbastanza controcorrente suggerire un gioco da tavolo… da giocare via rete. Boardgame Arena
ne ha numerosi. Se è gioco di ruolo, naturalmente, battere
Roll20 è impegnativo.
Un amico che mi suggerisce di guardare l’
America’s Cup, spettacolo straordinario.
Dal sito capisco che in Italia si può guardare da Rai e Sky.
Entro su Raiplay dove mi chiedono la registrazione. Scelgo l’Apple Sign-On.
Neanche a dirlo, quando devo accedere, Raiplay non si ricorda la password impostata automaticamente.
Faccio Recupera password. Inserisco i dati e mi ritrovo con la schermata seguente.

La schermata di recupero password ha problemi a recuperare la password.
Leggo dalle
pagine wiki di Battle for Wesnoth:
I fondi per l’infrastruttura, la grafica e il sonoro sono forniti da Wesnoth, Inc., azienda statunitense che amministra il fatturato generato dalla versione ufficiale del gioco su App Store.
Questo App Store da osteggiare perché chiuso, proprietario e inerentemente malvagio, contribuisce alla qualità e alla crescita di un gran bel
progetto open source. Forse è il caso di essere meno rigidi nella tassonomia dei buoni e dei cattivi, delle anime belle e dei cinici.